Due anni fa Salvini diceva che «la disobbedienza alle leggi sbagliate è una virtù»

Si riferiva alla legge sulle unioni civili, ma oggi che la "disobbedienza" è nei confronti del suo governo sembra aver cambiato idea

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini in un hotel per la presentazione del suo libro "Secondo Matteo", 11 maggio 2016. (Ansa/Daniel Dal Zennaro)

Poco più di due anni fa, quando le unioni civili diventarono legge in Italia, Matteo Salvini, che al tempo era segretario della Lega Nord, invitò i sindaci e gli amministratori locali a disobbedire alle legge. Intervistato su Radio Padania l’11 maggio del 2016, ma anche nei giorni successivi ripeté cose simili, disse:

«Scimmiottare matrimoni o addirittura figli o adozioni non fa parte del futuro del progresso. Senza dimenticare che queste unioni sono l’anticamera delle adozioni gay. Motivo per cui chiederò come Lega a tutti i sindaci e amministratori locali di disobbedire a quella che è una legge sbagliata».

E ancora:

«La disobbedienza alle leggi sbagliate è una virtù».

La frase ha cominciato a circolare di nuovo oggi, dopo cioè che diversi sindaci si sono opposti all’applicazione del “decreto sicurezza” promettendo di disobbedire ad alcune disposizioni che considerano incostituzionali e in violazione dei diritti umani. Salvini, oggi ministro dell’Interno, ha risposto annunciando che i sindaci che non applicheranno la legge saranno denunciati.

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