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  • mercoledì 26 Dicembre 2018

A Pesaro è stato ucciso il fratello di un collaboratore di giustizia della ‘ndrangheta

Secondo quanto scrivono i giornali, faceva parte di un programma di protezione insieme alla famiglia

Il 25 dicembre il fratello di un collaboratore di giustizia della ‘ndrangheta è stato ucciso a colpi di pistola nel centro storico di Pesaro, nelle Marche. L’uomo, calabrese, aveva 51 anni e si chiamava Marcello Bruzzese: viveva a Pesaro da tre anni perché sottoposto a un programma di protezione insieme alla famiglia, secondo quanto scrivono i giornali; nonostante la protezione aveva continuato a usare i propri nome e cognome. Nel 1995 era sopravvissuto a un altro assalto armato in cui era stato ucciso il padre, che era stato vicino al boss della ‘ndrangheta Teodoro Crea, come il fratello Girolamo, collaboratore di giustizia.

Marcello Bruzzese è stato ucciso mentre parcheggiava la propria automobile nel suo garage, in via Bovio; due uomini con il volto coperto gli hanno sparato più di venti colpi con delle pistole automatiche mentre ancora si trovava nella vettura, dopodiché sono scappati. Sul posto sono arrivati dopo pochi minuti i carabinieri chiamati dagli abitanti della zona che avevano sentito i colpi. I due uomini che hanno sparato sono ancora ricercati. La procura di Pesaro e la distrettuale antimafia di Ancona hanno aperto un’indagine contro ignoti per omicidio volontario premeditato con l’aggravante mafiosa. Domani il ministro dell’Interno Matteo Salvini sarà a Pesaro per partecipare a una riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza.

La via del centro storico di Pesaro in cui è stato ucciso Marcello Bruzzese il 25 dicembre 2018 (ANSA)