Zingaretti dice di non volersi alleare con il M5S

Lo ha ribadito dopo che un'intervista del suo braccio destro aveva lasciato intendere il contrario, aprendo un dibattito interno al PD

(ANSA / ETTORE FERRARI)

Sabato il candidato alle primarie del Partito Democratico Luca Zingaretti, favorito nei sondaggi, si è difeso dalle critiche di chi sostiene che voglia provare ad allearsi con il Movimento 5 Stelle. In un post su Facebook, Zingaretti ha scritto:

Ho detto fino alla noia che non ho alcuna intenzione di allearmi con il Movimento 5 Stelle. Ritornare in maniera isterica e ossessiva ogni volta su questo tema è segno della debolezza di chi non sa dire nulla di positivo su se stesso e ha come unica arma parlare male degli altri.

Con le sue parole, però, Zingaretti ha sostanzialmente smentito un’intervista data quella stessa mattina al Manifesto dal suo braccio destro Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e coordinatore di Piazza Grande, il comitato politico di Zingaretti. Risponendo a una domanda sull’ostilità alle alleanze con il M5S di buona parte del PD, Smeriglio aveva detto:

Per il Pd il rapporto con i 5 stelle è un tabù, una parolaccia.

È sbagliato. Io sono stato, anche qui nel mio piccolo, un avversario e un critico feroce di M5S. Ma nella condizione attuale penso che a quella forza, dove sono confluiti anche voti della sinistra – quella dei beni comuni, dell’acqua pubblica – bisogna proporre un disgelo, favorirne un processo interno. Verificare se ci sono, qua e là nei comuni e poi a livello nazionale, le condizioni di fare pezzi di strada insieme. Sarebbe anche un modo per rompere il blocco nazionalista e populista che ha preso in ostaggio il paese.

Zingaretti è considerato il rappresentante dell’ala più a sinistra del PD, e anche uno dei dirigenti più tolleranti e bendisposti verso il M5S. Era stata però proprio l’intervista di Smeriglio ad alimentare le ultime critiche su questo punto, arrivate principalmente dalla corrente renziana, e anche dall’ex ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.