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  • venerdì 7 dicembre 2018

Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine, ha chiesto di estendere di un altro anno la legge marziale nel sud del paese

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha chiesto al Congresso di estendere la legge marziale nel sud del paese di un altro anno, perché ritiene che siano possibili nuovi attacchi di militanti dello Stato Islamico. Gli attivisti per i diritti umani temono, invece, che in questo modo peggiorino ulteriormente le condizioni di vita degli abitanti e le repressioni delle libertà civili.

Duterte aveva imposto la legge marziale nell’intera regione di Davao dopo che il 23 maggio 2017 centinaia di militanti legati allo Stato Islamico (ISIS) avevano occupato una parte della città di Marawi, nell’isola di Mindanao, la più grande isola nel sud del paese. Dopo cinque mesi, le truppe dell’esercito regolare filippino erano riuscite a sconfiggere i militanti dell’ISIS. Il governo aveva anche detto che negli scontri erano morte più di 1100 persone, di cui circa 920 miliziani islamisti, 165 agenti delle forze di sicurezza e più di 40 civili. I militari sostengono che ora gli estremisti stiano tramando per reclutare nuovi adepti e preparare nuovi attacchi.

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte (JORGE SILVA/AFP/Getty Images)

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