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  • venerdì 7 dicembre 2018

Il “Messaggero di Sant’Antonio” ha licenziato tutti i suoi giornalisti

Hanno occupato per protesta la redazione del giornale, il mensile dei frati della Basilica di Padova («i peggiori padroni editoriali con cui il sindacato si sia mai interfacciato»)

Giovedì la direzione del Messaggero di Sant’Antonio, un mensile pubblicato dalla casa editrice proprietà dei frati della Basilica di Sant’Antonio di Padova, ha annunciato il licenziamento di tutti i suoi otto giornalisti per motivi economici. La comunicazione è avvenuta durante una riunione sindacale già calendarizzata, visto che i giornalisti erano da un anno in contratto di solidarietà, cioè un accordo che stabilisce una riduzione sia dell’orario di lavoro che dello stipendio. Come gesto di protesta, i giornalisti hanno occupato la redazione del mensile e hanno detto di non volersi muovere fino a che non sarà data loro la garanzia di poter tornare a lavorare.

Il Messaggero di Sant’Antonio, fondato a Padova nel 1898, è oggi diretto dal frate francescano Fabio Scarsato. Viene consegnato in abbonamento a circa mezzo milione di persone in tutto il mondo, in sette edizioni, tra cui una rivolta agli italiani all’estero.

La direzione del Messaggero di Sant’Antonio ha detto di avere cercato «di evitare questo triste epilogo, nonostante le ingenti perdite registrate, in modo particolarmente evidente già dal 2015 e comunque in questi ultimi decenni». Solo nel 2017 il bilancio si era chiuso in passivo per 2,7 milioni di euro. La stessa direzione ha aggiunto di essere disponibile a rimandare di alcuni mesi la chiusura della redazione, anche attraverso la proroga del contratto di solidarietà dei giornalisti, in scadenza il 14 gennaio 2019.

Giulia Cananzi, giornalista del Messaggero, ha spiegato in un video la comunicazione ricevuta giovedì da lei e dai suoi colleghi. Cananzi ha detto che la direzione vorrebbe chiudere la redazione ma lasciare aperto il giornale, facendo scrivere gli articoli agli stessi frati. «Abbiamo deciso di occupare questo posto perché questa è casa nostra, da sempre, e non è giusto che in tre minuti uno ci possa dire che questa non è più la nostra casa, e questo non è più il nostro giornale».

I licenziamenti hanno provocato la reazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), il sindacato unitario dei giornalisti italiani, e del Sindacato veneto giornalisti. Le due organizzazioni hanno diffuso un comunicato in cui hanno definito «intollerabile nei modi e nel merito» la decisione della direzione del giornale, anche perché presa «a fronte di violazioni contrattuali, fra cui il rifiuto di esibire il bilancio». La segretaria regionale del Sindacato veneto giornalisti, Monica Andolfatto, ha aggiunto: «I frati della Basilica di Sant’Antonio si sono dimostrati fra i peggiori padroni editoriali con cui il sindacato si sia mai interfacciato. Nessun margine di trattativa, nessuna possibilità di confronto. Nulla».

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