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  • lunedì 26 novembre 2018

Il sorprendente ritorno del Parma

Dopo un fallimento e tre promozioni di fila, il Parma ora è sesto in Serie A e in corsa per la qualificazione alle coppe europee

I giocatori del Parma esultano dopo il gol del vantaggio segnato al Sassuolo nell'ultima giornata di campionato (Francesca Soli /LaPresse)

Quattro anni dopo esserci arrivato per l’ultima volta, il Parma si trova nuovamente fra le prime sette squadre della Serie A e in piena corsa per la qualificazione all’Europa League. Solo che in questi quattro anni il Parma è stato parecchio lontano dalla Serie A: ha fatto in tempo a sparire dopo la bancarotta del 2015 per riapparire dalla Serie D. Da allora ha infranto i record delle serie inferiori del calcio italiano ottenendo tre promozioni di fila, cosa mai riuscita a nessuno, fino al ritorno in Serie A, dove ora, dopo tredici giornate, si può già dire che sia di gran lunga la migliore fra le neopromosse e una delle rivelazioni della stagione.

Con l’ultima vittoria in campionato, ottenuta in casa nel derby emiliano contro il Sassuolo, altra squadra con aspirazioni europee, il Parma si trova sesto con venti punti: due in meno del Milan e uno in più della Roma. Le prestazioni della squadra allenata dall’ex calciatore Roberto D’Aversa sono state buone fin dalla prima partita, pareggiata in casa contro l’Udinese. Negli ultimi tre mesi il Parma è poi riuscito a mettere in difficoltà la Juventus, battere l’Inter a San Siro e a vincere con facilità in casa del Genoa. Si è dimostrato comprensibilmente inferiore a squadre con più qualità come Lazio e Atalanta, ma contro tutte le altre è riuscito quasi sempre a ottenere tre punti.

I risultati ottenuti fin qui hanno premiato le scelte fatte in estate dalla dirigenza, che ha praticamente sostituito quasi tutti i titolari della squadra che l’anno scorso ottenne la promozione dalla Serie B. Degli undici titolari schierati contro il Sassuolo, soltanto cinque erano in squadra da almeno un anno: i difensori Simone Iacoponi e Riccardo Gagliolo, i centrocampisti Matteo Scozzarella e Antonino Barillà e l’attaccante Luca Siligardi. Scozzarella e Siligardi però non sono titolari e hanno giocato al posto dei nuovi acquisti Leo Stulac e Jonathan Biabiany. I giocatori fin qui più decisivi sono arrivati a Parma da pochi mesi, dai due capocannonieri della squadra, Gervinho e Roberto Inglese, alla coppia di centrali di difesa formata dall’esperto portoghese Bruno Alves e dal giovane Alessandro Bastoni, in prestito dall’Inter.

Gli allenatori Antonio Conte e Julio Velazquez (ex Udinese) in tribuna al Tardini per Parma-Sassuolo (Francesca Soli /LaPresse)

Se il ritorno in Serie A è stato ottimo, però, non si può dire lo stesso della situazione societaria, che non si è ancora assestata. A fine ottobre la società di imprenditori emiliani Nuovo Inizio, che nel 2015 si prese carico del Parma dopo il fallimento, è tornata a essere proprietaria delle quote di maggioranza del club dopo averle riprese dal gruppo cinese Desports, che le acquistò a sua volta nell’estate del 2017, poco più di un anno fa. La società ha spiegato con un comunicato che il nuovo cambio di proprietà è stato necessario dopo il ridimensionamento dei progetti da parte del gruppo cinese, probabilmente per via delle “politiche governative cinesi rispetto agli investimenti esteri nel calcio”. Il gruppo Nuovo Inizio – composto dagli imprenditori Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi e Paolo Pizzarotti – si è impegnato a garantire stabilità e certezze alla squadra. Di recente però la vecchia proprietà cinese ha avviato azioni legali nei confronti di Nuovo Inizio perché non ritiene validi i recenti cambiamenti societari.