Il governo ha trovato un accordo sulla prescrizione

L'emendamento per introdurre il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio non sarà ritirato, ma la riforma entrerà in vigore solo nel 2020

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede giovedì mattina ha annunciato che la riforma della prescrizione sarà approvata nel disegno di legge anticorruzione e che entrerà in vigore solo nel gennaio 2020. La riforma porterà al blocco totale della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, sia in caso di condanna che in caso di assoluzione. Questo vuol dire che, se l’emendamento sarà approvato, una volta terminato il primo grado di giudizio i reati non potranno più essere prescritti, indipendentemente dalla lunghezza degli eventuali processi che dovessero seguire.

«La riforma della prescrizione – ha detto Bonafede – è nel ddl anticorruzione, rimarrà nel ddl anticorruzione e andrà in Aula la prossima settimana»

L’annuncio di Bonafede è arrivato dopo giorni di scontri tra Lega, contraria alla norma, e Movimento 5 Stelle. Questa mattina, il ministro ha partecipato a un vertice del governo insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai due vicepresidenti del Consiglio Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Negli scorsi giorni la Lega aveva più volte criticato la decisione presa a sorpresa dal Movimento 5 Stelle di inserire nel ddl un emendamento sulla prescrizione, sostenendo che nel contratto di governo non fosse presente in quella forma.

Il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, l’aveva definita «una bomba atomica sul processo penale». La soluzione è stata posticipare al 2020 l’entrata in vigore della norma, con l’idea che nel frattempo sarà operata una complessiva riforma dell’intero processo penale.

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