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  • giovedì 1 novembre 2018

Cosa sappiamo del giornale online di Mentana

Da ieri sappiamo come si chiamerà – Open – e che se tutto va bene dovrebbe aprire a dicembre

(ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE)

Mercoledì sera il direttore del TG La7 Enrico Mentana ha diffuso qualche dettaglio in più sul giornale online che – attirando moltissime attenzioni – aveva annunciato di voler fondare all’inizio dell’estate. Con un post su Facebook, Mentana ha annunciato che il giornale si chiamerà Open e che la redazione sarà composta principalmente da giornalisti che hanno meno di trent’anni. Il giornale dovrebbe aprire a dicembre, «se il diavolo non ci mette la coda». Non si sa molto altro: quel poco che sappiamo, lo ricaviamo dalle informazioni che Mentana ha condiviso sui suoi profili social negli ultimi mesi o da qualche suo intervento pubblico.

Il progetto di Mentana è nato il 7 luglio, quando Mentana annunciò su Facebook di aver «preso una decisione»: «far nascere un quotidiano digitale realizzato solo da giovani regolarmente contrattualizzati», per dare lavoro a tanti giovani giornalisti, «potenzialmente più che meritevoli, [che] aspettano in piedi e senza garanzie». I requisiti richiesti da Mentana sono stati piuttosto laschi: in un post pubblicato in estate, aveva scritto: «Chi lavorerà nel nuovo giornale on line dovrà saper fare il giornalista web a tutto tondo, avere adeguato background, passione per la scrittura, talento per le notizie, saper lavorare nei luoghi dei fatti, trasmettere in diretta, filmare e fotografare, conoscere l’impaginazione tecnica, la grafica del web». Durante un evento del festival di giornalismo “Premio Subito”, Mentana aveva anche detto che il nuovo giornale sarebbe stato “mobile first”, pensato cioè per essere prevalentemente letto da dispositivi mobili.

Nei giorni successivi all’annuncio Mentana aveva fornito un indirizzo mail a cui sono arrivate circa 15mila candidature. Il processo di selezione è stato piuttosto lungo. A metà ottobre, Mentana aveva scritto di aver scremato 230 persone per la fase successiva, che prevedeva un colloquio individuale. Qualche giorno fa, prima dell’annuncio di ieri, Mentana aveva scritto che i colloqui erano ancora in corso. Per il momento, l’unico membro della redazione annunciato pubblicamente è stato David Puente, un rispettato blogger che si occupa di notizie false.

In diverse occasioni, Mentana ha spiegato che i redattori di Open saranno assunti con un regolare contratto da giornalista, criticando implicitamente il modo opaco con cui i giornali gestiscono tradizionalmente assunzioni e collaborazioni. Venti di loro saranno assunti con un contratto da praticante, una formula che prevede un salario minimo e la possibilità di sostenere l’esame per accedere all’Ordine dei giornalisti dopo un anno e mezzo di contratto. Al giornale collaboreranno – non è chiaro in che misura – anche giornalisti di maggiore esperienza che saranno tutor per i giornalisti più giovani.

Non si sa molto sulla struttura che avrà il giornale: a luglio Mentana si immaginava «una testata di articoli di bella leggibilità su una decina di argomenti principali» rivolta soprattutto ai giovani. Nel post di ieri, ha aggiunto che Open sarà «uno strumento per tutti, anche per chi ha abbandonato o non ha ancora preso la buona abitudine di informarsi con continuità». Sembra che il modello di business scelto da Open si baserà soprattutto sui ricavi derivanti dalla pubblicità, ma Mentana non ha diffuso molti altri dettagli.

Non è chiaro nemmeno il ruolo che avrà Mentana all’interno del giornale. In alcuni post ha parlato della possibilità di introdurre delle figure intermedie fra i responsabili e la redazione. Riguardo a lui, nel post di ieri ha annunciato che sarà «il garante» del nuovo giornale.

È nota invece la struttura editoriale che avrà il giornale: sarà gestito da una società a responsabilità limitata senza fini di lucro di cui Mentana è socio al 99 per cento. A settembre, Mentana aveva pubblicato una foto abbastanza criptica che potrebbe raffigurare i primi collaboratori del progetto, di cui Prima Comunicazione ha pubblicato un elenco.

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Il dado è tratto

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