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  • giovedì 1 novembre 2018

I grossi danni del maltempo nel bellunese

Tre persone sono morte, centinaia sono ancora isolate e senza elettricità

Gli allagamenti a Fener di Alano di Piave (Belluno), 30 ottobre 2018 (ANSA/FRANCESCO MICHETTI)

Il Veneto è una delle regioni più danneggiate dal maltempo e dalle piogge degli ultimi giorni. Oltre che a Venezia, dove la marea è arrivata a quasi 160 centimetri sul livello del mare e l’acqua ha allagato anche la Basilica di San Marco (qui trovate le foto dei danni dell’acqua alta), la situazione più difficile è in provincia di Belluno. Qui il maltempo ha causato la morte di tre persone: un uomo di Padova ucciso dalla caduta di un albero a Feltre; un uomo di 61 anni travolto dalla piena del torrente Biois; e una donna di 82 anni di Pescul di Selva di Cadore, a sua volta uccisa dalla caduta di un albero mentre veniva tagliato per ragioni di sicurezza. Mercoledì, sempre a causa del maltempo, un uomo di 43 anni è stato gravemente ferito in un incidente.

Gli allagamenti a Fener di Alano di Piave (Belluno), 30 ottobre 2018
(ANSA/FRANCESCO MICHETTI)

Le piene, i venti forti fino a 130 chilometri orari e gli allagamenti hanno anche lasciato 41.700 utenze senza elettricità e copertura telefonica. Il Corriere delle Alpi scrive che oggi, mercoledì, dovrebbero arrivare 300 generatori per ridare energia elettrica agli edifici pubblici e poi alle persone rimaste senza corrente e acqua calda da lunedì. Molti sindaci hanno invitato gli abitanti ad andare nelle scuole per farsi una doccia calda, ricaricare il cellulare, dormire e mangiare. In tutta la provincia sono arrivati i soccorsi alpini, che hanno portato generi di prima necessità, ripulito detriti, sgomberato strade. In questi giorni anche molti supermercati sono rimasti sforniti perché le persone hanno acquistato beni di prima necessità e soprattutto bottiglie d’acqua in caso di emergenza. Ci sono stati danni anche agli ospedali locali, come quello di Agordo rimasto senza energia elettrica e quello di Feltre danneggiato al tetto.

Intanto più di trenta strade principali sono ancora chiuse e molti comuni sono rimasti isolati. Preoccupano i fiumi Piave, Adige e Brenta, che sono ingrossati dalle piogge, mentre l’allarme è alto per il fiume Livenza. Preoccupa anche la frana del torrente Tessina ad Alpago, la più grande frana d’Europa con 4 milioni di metri cubi di materiale. La protezione civile sta monitorando la situazione; ha inviato dei tecnici sul posto e ha pronto un piano di evacuazione per la quarantina di abitanti del comune di Chies d’Alpago a rischio.

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