(Jens B'ttner/picture-alliance/dpa/AP Images)

La Danimarca avrà una barriera al confine con la Germania, ma i migranti non c’entrano

Servirà per bloccare la diffusione di un virus mortale che colpisce i suini, ma non tutti sono d'accordo che funzionerà

(Jens B'ttner/picture-alliance/dpa/AP Images)

La Danimarca ha approvato la costruzione di una barriera ai suoi confini meridionali con la Germania per cercare di fermare la diffusione del virus della peste suina africana, una malattia che potrebbe decimare la popolazione locale di maiali e cinghiali. L’idea è però osteggiata da molti danesi, che a seconda del loro orientamento politico la vedono come un tentativo di bloccare il passaggio dei migranti, come un danno alla fauna selvatica o come una violazione del concetto di libera circolazione proprio dell’Unione Europea. Inoltre, hanno sottolineato alcuni esperti, ci sono poche certezze che la barriera possa funzionare.

Il virus della peste suina africana si diffonde rapidamente ed è molto resiliente: negli ultimi anni ci sono state epidemie in Russia e in altre zone dell’Europa e dell’Asia, come per esempio in Romania, Belgio, Bulgaria e alcune province cinesi. Non ci sono vaccini e trattamenti e finora l’unico modo trovato per contenere la diffusione del virus è stato l’uccisione di decine di migliaia di esemplari (per questo motivo di recente in Romania sono stati soppressi 230mila maiali). Il virus non ha effetti sui suoi portatori tradizionali, come per esempio i facoceri e i potamoceri, e nemmeno sulle persone, ma può causare emorragie letali se arriva a infettare maiali e cinghiali.

La costruzione della barriera tra Danimarca e Germania è stata appoggiata dal governo di centrodestra danese e già approvata dal Parlamento. Avrà 15 valichi di frontiera ufficiali, sarà attraversata da cinque corsi d’acqua e da diversi passaggi per gli agricoltori locali. La sua costruzione inizierà il prossimo anno, anche se alcune organizzazioni ambientaliste si sono rivolte all’Unione Europea nel tentativo di fermare il progetto. I dubbi comunque non sono stati sollevati solo dagli ambientalisti.

In un documento diffuso la scorsa estate, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, agenzia dell’Unione Europea che fornisce consulenza in materia di rischi associati all’alimentazione, ha concluso che «non ci sono prove che una lunga barriera possa essere efficace per il contenimento dei cinghiali», anche perché i maiali e i cinghiali sono animali intelligenti e curiosi. C’è poi da considerare che la parte orientale del confine tra Danimarca e Germania è costituita dal fiordo di Flensborg, e quindi un pezzo di barriera si dovrà estendere in acqua: i cinghiali sono però ottimi nuotatori e potrebbero essere in grado di arrivare comunque alle coste danesi. C’è poi un’ultima questione: diversi esperti dicono che i principali diffusori del virus sono gli esseri umani, e che quindi bloccare o limitare la circolazione di suini servirà a poco.

La questione della barriera per i suini è già entrata nel dibattito politico che in Danimarca va avanti da tempo e che di recente si è concentrato sul controverso “pacchetto ghetto”, una serie di leggi per regolamentare la vita delle persone che vivono in 25 zone del paese abitate soprattutto da persone musulmane. Kristensen Berth, uno dei portavoce del Partito popolare danese, partito di destra, ha scritto su Facebook: «Dovremmo aggiungere un paio di metri così la barriera non terrà in Germania solo i cinghiali, ma anche i migranti illegali, i richiedenti asilo e gli avventurieri!». L’idea non sembra comunque essere condivisa dal governo conservatore e liberale danese, che ha detto di voler difendere la libertà di circolazione in ogni contesto.

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