Tutto quello che avreste voluto sapere sulle scene di sesso nei film

E non avete mai osato chiedere, dai «calzini copri-pene» ai coreografi del sesso alle protesi

di Gabriele Gargantini
("Titanic")

Tra tutte le cose che il cinema deve fingere, una delle più difficili è il sesso. Durante il sesso – quello vero – si è di solito particolarmente spontanei, e quindi è difficile che il sesso dei film – quello finto – riesca a replicare quella spontaneità. Di queste cose si è accorto chiunque abbia visto una scena di sesso in un film: cioè quella cosa, come ha scritto il sito Messy Nessy Chic, «che, se sei un bambino o un ragazzo, accade proprio mentre i tuoi genitori entrano nella stanza».

Oltre che per il risultato (bella scena/brutta scena), il sesso al cinema e nelle serie tv è interessante per le molte domande su come funziona, su come viene preparato e girato e sulle precauzioni che si prendono: cose valide sia in una qualsiasi fiction Rai che in un film da centinaia di milioni di dollari. Le risposte passano da molte cose: complicate clausole contrattuali, «calze copri-pene», coreografi del sesso, protesi, mutande color carne e addetti agli effetti speciali che, in post-produzione, aggiungono peli pubici al computer.

La scena
Nel caso di produzioni affidabili e relativamente grandi, gli attori iniziano le riprese sapendo già se dovranno girare scene di sesso o di nudo, anche parziale. La prassi, soprattutto in America, vuole che almeno 24 ore prima di una scena di sesso agli attori vengano date indicazioni il più dettagliate possibile sul tipo di scena da girare. Se tutto è ok, gli attori danno l’assenso e si presentano sul set pronti a girare.

Non esistono pratiche universalmente condivise, ma ci sono un po’ di approcci consigliabili. Spesso si lascia agli attori un po’ di tempo da soli, perché possano dirsi delle cose, rompere la tensione e concentrarsi meglio. Quasi sempre, soprattutto in anni recenti, si fa in modo che durante le riprese siano presenti solo le persone strettamente indispensabili: gli attori, ovviamente, e poi il regista, il cameraman (due, in certi casi), il fonico e pochi altri (che se non sono indispensabili, nel momento della ripresa vera e propria a volte si girano dall’altra parte). Anche nel caso di grandi produzioni, difficilmente una scena di sesso richiede più di dieci persone oltre agli attori impegnati nella scena.

Insomma, si fa il possibile per garantire un po’ di privacy agli attori (fare finta di fare sesso mezzi nudi con trenta sconosciuti che ti osservano a braccia conserte non è facile) ma soprattutto per limitare al massimo la possibilità che qualcuno possa registrare immagini o video degli attori, per poi diffonderle illegalmente. Qualcuno ha anche raccontato di volte in cui, per mettere un po’ più a loro agio gli attori, tutte le persone presenti al momento della scena sono rimaste in mutande.

A un certo punto, quando tutti i non-indispensabili sono andati a prendersi un caffè e il regista è magari rimasto in mutande, la scena si gira.

Gli attori fanno sesso davvero?
No, ovviamente. È cinema, non porno. Ci sono alcuni casi di film non considerati pornografici che contengono penetrazioni o veri atti sessuali, ma sono davvero rari. Ci sono poi casi in cui “si dice” (senza nessuna conferma o prova) che gli attori abbiano davvero fatto sesso durante quelle scene. È impossibile dire se sia vero o no: a seconda dei casi sono leggende metropolitane o voci messe in giro per far risultare un film più “vero” o “scandaloso”. Bisogna dire poi che, anche se un film dovesse davvero contenere del sesso, sarebbe nell’interesse di chi lo promuove non dirlo con certezza, perché porterebbe a un rischio di censura. Uno dei “si dice” più noti riguarda la scena di sesso tra Richard Gere e Debra Winger in Ufficiale gentiluomo ma, appunto, è un “si dice”.

Gli attori sono nudi?
Quasi mai. Innanzitutto perché raramente è previsto che li si veda del tutto nudi, soprattutto nel caso degli attori maschi. Quando non sono nudi, gli attori indossano normali mutande, e a volte persino pantaloni (le gambe spesso non si vedono) o mutande color carne (poi si può comunque sempre sistemare tutto in post-produzione). Ci sono però casi in cui le scene di sesso richiedono che ci sia uno stretto contatto fisico tra gli attori. In quel caso gli attori indossano quello che nel gergo di Hollywood è noto come cock sock, un calzino copri-pene. Ci sono vari modelli di calzino copri-pene, e in realtà il nome è in parte fuorviante: è fatto perché ci possa finire dentro anche lo scroto. I cock sock in genere hanno una corda per fare un nodo che tenga il tutto sufficientemente al chiuso.

Per le attrici esistono invece dei relativamente semplici adesivi per coprire i capezzoli e quelli che, sempre a Hollywood, sono noti come snatch patch, un adesivo da mettere tra le gambe per coprire la vagina ed evitare indesiderati contatti con organi sessuali di altri attori o attrici. Ci sono anche casi in cui le attrici hanno indossato parrucche pubiche (o merkin). Iniziarono a usarle nel Medioevo le prostitute, a volte per coprire i segni di certe malattie. Kate Winslet ha detto di averne usata una per The Reader, perché il film e l’ambientazione richiedevano la presenza di peli pubici e, dopo anni di depilazione, sarebbe stato difficile ottenere un risultato simile senza parrucca pubica.

Poi, come sa chi ricorda la storia di John e Judy in Love Actually, esistono le controfigure. Si dice che in molte scene di 9 settimane e ½ ci sia una controfigura di Kim Basinger. E ci sono dei casi in cui gli attori, di solito dopo aver messo mutande color carne, usano delle protesi: succede quando un pene si deve vedere ma non si vuole che quel pene sia quello dell’attore. Sono state usate protesi in Nymphomaniac, il film di Lars Von Trier che è anche uno di quei film in cui c’è del vero sesso. Ma è meno facile di come pensiate. La produttrice Louise Vesth spiegò: «Abbiamo ripreso gli attori che fingevano di fare sesso e poi le controfigure che facevano davvero sesso, e in post-produzione abbiamo unito le cose. Quindi: dalla vita in su sono gli attori; dalla vita in giù sono le controfigure».

Anche nelle grandi produzioni, a volte le soluzioni sono molto più semplici: per risolvere contatti indesiderati a volte basta per esempio un cuscino messo nel punto giusto tra i due corpi. Per il sudore, ogni set fa storia a sé, e dipende anche dal tipo di sudore che si vuole ottenere.

Come si decide cosa usare e come fare?
Come nel sesso vero, il principio di base è non fare niente che metta a disagio l’altra persona (o le altre persone). In genere se ne parla con gli attori e si cerca di fare in modo che ognuno sia a proprio agio e faccia il possibile per mettere i colleghi a loro agio. Attori e attrici hanno contratti molto dettagliati che prevedono cosa devono fare e cosa no, e in genere i registi non dovrebbero forzare nulla: ma ci sono storie di registi particolarmente insistenti, di attori o attrici che si sono trovati a disagio o di attori e attrici che dicono di aver improvvisato e di essersi invece trovati bene.

Ovviamente, poi, già è strano girare scene di sesso piacevole, gioioso e consenziente. Tutto diventa decisamente più complicato quando sono scene che contengono una qualche forma di violenza.

Prima di girare la scena, la si prova?
Esistono resoconti molto diversi fra loro. Qualcuno dice che è meglio provare e riprovare (anche vestiti e senza contatto fisico), per evitare che uno degli attori faccia qualcosa che possa risultare sgradevole o fastidioso ad altri. Esistono anche persone che si sono specializzate nella coreografia delle scene di sesso nel cinema e in tv, e nella consulenza agli attori: si sa che ci sono stati coreografi del sesso in Westworld e in The Wolf of Wall Street, per esempio. Qualcuno ritiene invece che sia meglio lasciare che gli attori possano improvvisare: il regista e produttore Judd Apatow dice di preferire questo secondo approccio perché «se viene provato e riprovato, oppure troppo pensato, alla fine sembra un brutto porno soft-core proiettato su un grande schermo».

Alcuni attori hanno detto che a volte bere un po’ aiuta a rilassarsi e lasciarsi andare il giusto: Adrian Lyne – regista di 9 settimane e ½ , Proposta indecente, Lolita e Allucinazione perversaha detto che è capitato che prima delle scene di sesso di Attrazione fatale Michael Douglas e Glenn Close bevessero «champagne e margarita».

Come viene girata, tecnicamente, la scena?
Qualche regista usa una sola cinepresa, per evitare di essere troppo invasivo con gli attori. Altri ne usano due: in questo caso il vantaggio è che la stessa cosa può esser ripresa da due punti, riducendo la necessità di dover fare più e più volte la stessa scena. Come quasi sempre nel cinema, pochi secondi sullo schermo corrispondono a ore e ore di ripresa, e magari decine di riprese della stessa scena: tutto questo rende i “si dice” effettivamente improbabili. Seamus McGarvey, direttore della fotografia di Cinquanta sfumature di grigio, ha detto che per alcune scene di quel film si scelse, in certi casi, di usare cineprese controllate a distanza, per lasciare soli gli attori.

È probabile che durante ogni scena di sesso ci sia, accanto al letto, il regista che dice “adesso girati di qui”, “fai questo”, “guardala intensamente” e così via. È anche probabile che, con tante luci puntate addosso, magari sotto qualche coperta, faccia piuttosto caldo. Se sono nudi o quasi, finita la scena gli attori trovano in genere qualcuno che li attende con pantofole e accappatoio, da indossare per tornare in camerino.

Le eventuali erezioni sono un problema?
I resoconti e le interviste dicono che, nella maggior parte dei casi, gli attori non hanno erezioni. Ma ovviamente è una cosa che può succedere. Jean-Marc Vallée – regista di Wild, Dallas Buyers ClubBig Little Liesha detto di non aver mai visto un attore con un’erezione, ma che non vuol dire che non abbia mai visto un attore eccitato: «È tutto molto tecnico, ma siamo umani e sono nudi, e si toccano».

Sean Connery raccontò che prima delle scene di sesso era solito dire alle attrici: «Scusa se mi ecciterò, e scusa se non mi ecciterò». Seth Rogen raccontò di aver sentito un’intervista in cui Connery ne parlava e di averla detta a sua volta sul set di un film: spiegò però che se non sei Sean Connery non suona così bene.

Cosa ne pensano gli attori e le attrici?
Molti attori e attrici hanno detto di sentirsi piuttosto a disagio, durante le scene di sesso. Hugh Grant invece ha detto: «Mi sono sempre piaciute, anche se forse dovrei dire di no. La risposta-tipo è “Oh, non è sensuale con tutti quei tizi che ti fissano”. Io le ho sempre trovate molto eccitanti». Lena Dunham ha detto: «Non capisco quando dicono che è una cosa meccanica e fredda. È come se qualcuno stesse facendo sesso con te. È una cosa che ti confonde». Secondo Michael Shannon il sesso finto nei film è «come il vero sesso, ma senza il piacere. C’è tutto il resto: l’orrore, la paura, l’ansia, la tristezza e la solitudine».

I contratti, dicevamo
Ne ha parlato di recente Hollywood Reporter, spiegando che dopo il caso Weinstein e tutte le sue conseguenze le cose sono un po’ cambiate. «Ora viene richiesto meno nudo», ha detto l’avvocato Jamie Feldman, che si occupa di contratti di attori e attrici: «Le persone stanno più attente a questi temi, a come formulano le loro richieste e a come ogni cosa può essere percepita».

Feldman ha spiegato che esistono delle specifiche clausole contrattuali relative alle scene di sesso. Si chiamano nudity rider e sono molto dettagliate. I nudity rider possono parlare del colore degli adesivi copri-capezzolo, del numero massimo di persone consentite sul set durante le riprese di certe scene, o (con molto dettaglio) delle parti di corpo visibili. Queste clausole regolano anche le scene girate con controfigure, visto che agli occhi degli spettatori quelle che vedono non sono controfigure.

Sta agli attori decidere cosa vogliono, e sta ai loro agenti riuscire a imporre ogni loro richiesta. Già dai tempi di Sex and the City, per esempio, Sarah Jessica Parker chiede una clausola che le permette di non comparire nuda: «Alcune persone fanno richieste peculiari, come una stanza d’albergo piena di candele di un solo colore. Io non faccio richieste strane. Ho solo questa, sulla nudità». Certi contratti prevedono anche che attori e attrici possano avere il pieno controllo e l’eventuale diritto di veto sulle loro scene di sesso o nudo. Si dice ce l’abbiano per esempio Emilia Clarke per Game of Thrones e Elisabeth Moss per The Handmaid’s Tale. I nudity rider prevedono anche indicazioni su cosa fare delle scene girate ma non inserite nel film, che si cerca di eliminare.

Perché si fa tutto questo?
Nella grandissima parte dei film, le scene di sesso sono strumenti: servono per dire allo spettatore che “tra questi personaggi, succede questa cosa”. Per questo spesso basta suggerire il tutto (vediamo due che si baciano e iniziano a spogliarsi, e poi, dopo un taglio, li vediamo abbracciati nel letto la mattina dopo). Quando vediamo il sesso nei film, spesso non si va oltre quelle che Richard Brody definì sul New Yorker «le abitudinarie convenzioni pneumatiche fatte da contorsioni e sospiri». Si dice che scrivere di sesso sia tra le cose più difficili per uno scrittore, perché si deve evitare sia il ridicolo che il volgare: probabilmente è lo stesso per il cinema. Alcuni tra i migliori registi e attori ci riescono; molti altri no. Comunque, più di tutto e nonostante le loro difficoltà, le scene di sesso ci sono perché, come si dice, «sex sells»: il sesso fa vendere.

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