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  • giovedì 16 agosto 2018

I Paesi Bassi hanno deciso che il pastafarianesimo non è una religione

Una studentessa aveva chiesto di poter indossare uno scolapasta nella foto del suo documento, come permesso ai credenti di altre religioni

Il Consiglio di stato dei Paesi Bassi ha deciso che il pastafarianesimo non è una religione, e ha negato a una cittadina il diritto di indossare uno scolapasta in testa nella sua foto del passaporto. Lo scolapasta è il copricapo usato dai seguaci del pastafarianesimo, una religione-parodia che esiste dal 2005 e il cui scopo è mettere in luce le contraddizioni delle altre religioni. I pastafariani dicono di credere che il mondo sia stato creato dal Mostro di Spaghetti Volante, hanno un loro libro sacro – il Libro sacro del Prodigioso Spaghetto Volante – e indossano uno scolapasta in testa nelle occasioni importanti. Qualche anno fa, per esempio, si era parlato di un politico statunitense che aveva prestato giuramento con uno scolapasta in testa.

Mienke de Wilde, una studentessa di Nijmegen, aveva chiesto un’esenzione per motivi religiosi dal divieto di indossare copricapi nelle foto di riconoscimento nei documenti ufficiali, dicendo di essere pastafariana, come permesso ai credenti di altre religioni (per esempio i sikh, o le donne musulmane). Il Consiglio di stato – il più alto tribunale amministrativo del paese – ha però stabilito che il pastafarianesimo non si possa considerare come una vera religione e ha negato l’esenzione. De Wilde ha detto che potrebbe fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Mienke de Wilde con il suo scolapasta in testa (PIROSCHKA VAN DE WOUW/AFP/Getty Images)