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  • domenica 12 agosto 2018

Chi era l’uomo che ha fatto precipitare un aereo a Seattle

Aveva 29 anni, lavorava all'aeroporto e durante il volo – con il quale probabilmente voleva suicidarsi – ha parlato a lungo con la torre di controllo

L'isola di Ketron, nello stretto di Pudget, l'11 agosto 2018: il punto in cui il 10 agosto è precipitato l'aereo di Horizon Air rubato da un dipendente della compagnia si riconosce per il fumo (AP Photo/Ted S. Warren)

Sono state diffuse alcune informazioni in più sull’uomo che venerdì sera si è impossessato di un aereo vuoto all’aeroporto internazionale di Seattle, negli Stati Uniti, per poi farlo precipitare in un bosco sull’isola di Ketron, a circa 50 chilometri di distanza, morendo nell’impatto. Aveva 29 anni e da tre lavorava per la compagnia aerea Horizon Air – a cui apparteneva l’aereo con cui si è schiantato: si occupava del rimorchio degli aerei e di caricare e scaricare i bagagli. La polizia non ha diffuso il suo nome, che però è stato riportato dai media americani dopo che la sua famiglia ha commentato l’accaduto: si chiamava Richard Russell, ed era soprannominato Beebo.

Come è stato chiaro quasi da subito, quello di Russell non è stato un atto di terrorismo, ma probabilmente un suicidio. Non ci sono state falle nel sistema di sicurezza dell’aeroporto di Seattle dato che l’uomo lavorava all’aeroporto, aveva l’accesso agli aerei di Horizon Air e venerdì era di turno. Gli aerei non hanno chiavi per aprirne i portelloni o avviare i motori, dato che ci sono altre misure di sicurezza che ne impediscono i furti. L’FBI ritiene che nessun’altra persona sia stata coinvolta nello schianto dell’aereo, anche se non sono ancora terminate le analisi sul luogo dell’impatto a Ketron.

Secondo una breve autobiografia sul suo blog, Russell era nato a Key West, in Florida, ma era cresciuto in Alaska. Nel 2011 si era sposato e per tre anni aveva gestito una panetteria insieme a sua moglie in Oregon; la coppia si era trasferita nello stato di Washington nel 2015. Rick Christenson, suo collega da Horizon Air, lo ha descritto come una «persona tranquilla» al Seattle Times. Finora le indagini della polizia non hanno rivelato nulla sul suo stato mentale al momento del furto dell’aereo.

Gary Beck, l’amministratore delegato di Horizon Air, ha detto che per quello che ne sa la compagnia aerea Russell non aveva una patente da pilota; Beck non sa come Russell avesse imparato a pilotare un aereo. Durante il volo, durato circa 90 minuti, Russell ha provato strane manovre, al limite delle acrobazie e ha detto alla torre di controllo dell’aeroporto di Seattle di non aver bisogno di assistenza per volare perché era pratico di videogiochi. A un certo punto si è chiesto ad alta voce se l’aereo potesse fare un giro della morte; ha anche domandato quali fossero le coordinate del punto in cui la settimana scorsa era stata avvistata un’orca portarsi dietro il suo cucciolo morto, una storia di cui i giornali locali avevano parlato molto. Riguardo il furto dell’aereo e le sue conseguenze, ha detto che quello che stava per fare avrebbe deluso le molte persone che tenevano a lui, che voleva scusarsi, che non voleva fare male a nessuno e di essere «un uomo a pezzi».

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Dove chiedere aiuto
Se sei in una situazione di emergenza, chiama il 118. Se tu o qualcuno che conosci ha pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico al 199 284 284 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.
Puoi anche chiamare i Samaritans al numero verde gratuito 800 86 00 22 da telefono fisso o al 06 77208977 da cellulare, tutti i giorni dalle 13 alle 22.
Chi risponde 24 ore su 24 è il numero del Portale Amico, lo 02 99 777, che si può contattare anche via chat qui il lunedì e il giovedì sera.

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