Il presidente del Chievo Luca Campedelli . (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
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  • mercoledì 25 luglio 2018

Probabilmente il Chievo rimarrà in Serie A

Il tribunale della FIGC ha dichiarato l'improcedibilità nel caso sulle plusvalenze fittizie del club, che secondo i giornali ora potrà al massimo subire una penalizzazione

Il presidente del Chievo Luca Campedelli . (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Con ogni probabilità il Chievo Verona resterà in Serie A anche la prossima stagione, scrivono tutti i giornali sportivi, in seguito alla decisione del tribunale della FIGC di dichiarare l’improcedibilità nel procedimento sulle plusvalenze fittizie del club, che rischiava di costare alla squadra la retrocessione in Serie B. Ora non c’è più tempo per un nuovo processo, concordano i giornali, e al massimo il Chievo potrà subire una penalizzazione nella prossima stagione.

A motivare la decisione del tribunale è stato un problema di forma nel modo in cui è stato istruito il processo. Il tribunale ha infatti accolto la richiesta della difesa, che aveva chiesto l’improcedibilità perché la Procura federale della FIGC non raccolse a suo tempo la testimonianza del presidente del Chievo Luca Campedelli prima che il processo cominciasse, nonostante la società lo avesse chiesto. Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport, la versione della procura era che Campedelli avesse chiesto di essere ascoltato fuori dalla scadenza prevista.

Il Chievo Verona era accusato di aver contabilizzato nei bilanci societari delle plusvalenze fittizie grazie al quale avrebbe registrato un patrimonio netto superiore a quello esistente, scambiando giocatori delle giovanili per cifre giudicate eccessivamente alte (circa 25 milioni di euro complessivi). Le stesse accuse erano state rivolte al Cesena, che ha giocato l’ultima stagione in Serie B. Senza queste plusvalenze sia Chievo che Cesena non avrebbero soddisfatto i requisiti per l’iscrizione ai campionati 2015/16, 2016/17 e 2017/18. Il tribunale ha invece condannato il Cesena a 15 punti di penalizzazione nella prossima stagione, che la squadra dovrebbe giocare in Serie D perché per problemi fiscali non è riuscita a iscriversi alla Serie B.

La Procura aveva chiesto per il Chievo una penalizzazione di 15 punti nella scorsa stagione, che avrebbe comportato la retrocessione. Ora può fare ricorso in appello oppure può decidere di ricominciare dall’inizio a istruire il processo, che però va concluso entro 90 giorni dal 25 giugno, quando è stato emesso il deferimento a Campedelli. Secondo i giornali è in ogni caso sostanzialmente impossibile che si arrivi a una nuova sentenza entro il 19 agosto, quando comincerà la prossima Serie A: a quel punto sarà impossibile chiedere la retrocessione del Chievo, a campionato in corso. La sanzione assegnata al Cesena suggerisce poi che per il Tribunale la pena si applichi alla stagione successiva, non a quella passata. Per il club, in sostanza, potrebbe al massimo essere decisa una penalizzazione. La squadra che avrebbe preso il posto del Chievo in Serie A in caso di retrocessione sarebbe stata il Crotone, che secondo la Gazzetta farà ricorso.

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