Cosa vi serve se volete cominciare a fare yoga

Qualche consiglio per scegliere un insegnante, un tappetino, un manuale e le cose da indossare, se non sapete a chi chiedere

(Li Suren/VCG)

Lo yoga è un’antichissima disciplina di origine indiana praticata da milioni di persone in tutto il mondo, sempre di più come forma di esercizio fisico che come pratica meditativa, com’era inizialmente. Se siete capitati su questo articolo è probabile che lo sappiate già, che siate incuriositi dallo yoga e vi manchino solo alcune informazioni per decidere se vi potrebbe piacere praticarlo o meno. Abbiamo messo insieme una lista di consigli utili per approcciarsi a questa disciplina, partendo dal modo in cui scegliere un corso agli acquisti utili da fare, anche per praticare lo yoga in casa: dai tappetini alle app che spiegano come fare certi asana, cioè le posizioni dello yoga.

Come si fa a scegliere un corso di yoga
Lo yoga non è considerato uno sport in Italia perché il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) non lo riconosce come tale. Questa è la prima cosa di cui tenere conto prima di cercare un corso di yoga, dato che è la ragione per cui non c’è una vera e propria certificazione dell’insegnante di yoga riconosciuta da tutti gli esperti del settore.

Esiste la certificazione per gli insegnanti di yoga di UNI, l’associazione italiana che si occupa di definire degli standard per quasi tutti i settori industriali, commerciali e dei servizi: se ne è occupata l’associazione italiana di insegnanti di yoga YANI, che esiste dal 1999. Esiste anche l’accreditamento di Yoga Alliance, un’ong internazionale che certifica «i minimi Standard Professionali educativi in materia di tecniche di insegnamento e metodologie, i principi di yoga, storia e filosofia yoga, etica professionale». Ma ci sono anche molte persone capaci di insegnare lo yoga, perché lo hanno praticato per anni, che non hanno queste certificazioni.

La cosa più sensata da fare per scegliere un corso di yoga è fare delle lezioni di prova in varie scuole e con vari insegnanti per capire sia quale tipo di yoga si vorrebbe praticare, sia qual è l’insegnante con cui ci si trova meglio. Se avete paura di farvi male, magari perché c’è già una parte del vostro corpo che ha qualche problema, dovrebbe bastare parlarne con l’insegnante prima dell’inizio della lezione: in generale è difficile farsi seriamente male con lo yoga, se ci si ferma quando si sente qualcosa che non va. È preferibile frequentare un corso con pochi partecipanti se si vuole avere una maggiore attenzione da parte dell’insegnante, ma ovviamente in questo modo si spende di più: il prezzo medio delle lezioni varia a seconda della città in cui siete, ma in genere in Italia è tra i 15 e i 20 euro (in altri paesi europei anche di più), meno se si acquista un pacchetto di lezioni o ci si abbona in un periodo di offerte.

Per quanto riguarda i diversi tipi di yoga, la cosa migliore da fare è valutare le offerte che ci sono nelle scuole che state prendendo in considerazione. Se siete curiosi ma sapete poco dello yoga, sappiate che ci sono pratiche più dinamiche e altre meno. Sono intense anche quelle non dinamiche, ma non c’è sforzo aerobico, quello che si fa quando si corre per intenderci. Senza scendere in troppi dettagli, il Power yoga, l’Ashtanga e il Vinyasa sono yoga movimentati; l’Hatha yoga, lo Yin yoga e lo Iyengar invece sono più statici.

Come scegliere il tappetino per lo yoga più adatto a voi
Se volete iniziare a frequentare un corso di yoga non avete bisogno di acquistare un tappetino: ve ne forniranno uno a lezione. Se volete fare pratica a casa esercitandovi negli asana invece ci sono alcune cose di cui dovete tenere conto prima di comprare un tappetino. Non ne esiste uno migliore degli altri in assoluto: quello più adatto a voi dipende dal tipo di yoga che praticate e dalle vostre caratteristiche fisiche.

Se praticate un tipo di yoga movimentato, come l’Ashtanga o il Vinyasa, conviene scegliere un tappetino più stabile, che difficilmente si sposta quando qualcuno ci si muove sopra: indicativamente sono consigliati quelli con spessore compreso tra i 3 e i 5 millimetri. Per le pratiche più tranquille invece ha senso dare la precedenza alla comodità e quindi allo spessore, importante soprattutto per le posizioni invertite, quelle in cui si sta appoggiati su testa, spalle e collo: indicativamente sono consigliati i tappetini con uno spessore compreso tra 4 e 8 millimetri. Per le pratiche in cui si suda molto, ad esempio il Bikram yoga, conviene scegliere un tappetino con una superficie che faccia particolare attrito. Altre cose di cui tenere conto nella scelta di un tappetino sono la vostra altezza e la vostra corporatura: esistono modelli più lunghi e più larghi di quelli standard. Infine c’è la questione del prezzo da valutare.

Secondo Wirecutter, l’affidabile sito di recensioni di prodotti del New York Times, il miglior tappetino per lo yoga è il Reversible Mat 5mm di Lululemon, un’azienda di abbigliamento sportivo canadese che negli ultimi anni è diventata molto nota in America, specialmente per i suoi pantaloni da yoga. Anche se i suoi prodotti non sono in vendita in Italia, questo tappetino si può acquistare sul sito europeo dell’azienda: costa 78 euro, è largo 66 centimetri e lungo 180, ma esiste anche in un formato da 74 per 213.

Su Amazon potete trovare uno degli altri tre tappetini da yoga che Wirecutter consiglia insieme a quello di Lululemon: l’Harmony di JadeYoga. Sempre spesso 5 millimetri, è disponibile in vari colori e due lunghezze: 172 e 188 centimetri. È fatto al 100 per cento di gomma naturale, per questo appena acquistato ha un forte odore di gomma e non va bene per chi è allergico al lattice. È adatto per lo yoga in cui si suda molto perché la sua superficie fa molto attrito con la pelle – una cosa che potrebbe essere scomoda per alcune persone, almeno nei momenti in cui bisogna far scorrere mani e piedi a terra. Su Amazon ha un prezzo variabile, a seconda di lunghezza e colore, che parte da 72 euro.

I tappetini consigliati da Wirecutter sono particolarmente costosi – come gran parte di quelli prodotti da marchi specializzati in abbigliamento e attrezzatura per lo yoga, che vanno dai 30 euro in su – ma ci sono anche soluzioni più economiche per chi pensa che scelte alcune caratteristiche di base un tappetino valga l’altro. Sul sito di Decathlon ci sono quattro modelli diversi, tutti molto economici: l’importante, come dicevamo, è sceglierli tenendo conto del loro spessore e dell’attrito della superficie. Il modello più economico in assoluto costa 6,99 euro: è spesso 4 millimetri, quindi un po’ meno dei precedenti, è fatto di polietilene, è largo 58 centimetri e lungo 172. Non è adatto per lo yoga Ashtanga, perché troppo scivoloso.

A 19,99 invece Decathlon offre un tappetino spesso 8 millimetri (anche in questa variante più fantasiosa), largo 61 centimetri e lungo 173, indicato soprattutto per le posizioni invertite oltre che per lo yoga in gravidanza. È fatto di cloruro di polivinile (PVC) e ha una superficie a quadretti per dare più attrito.

Per chi volesse un tappetino molto sottile invece Decathlon propone questo, spesso 1,5 millimetri e consigliato per l’Ashtanga, il Vinyasa, il Power e l’Hot yoga. Lungo 180 centimetri e largo 62, è fatto di gomma naturale ed è molto leggero; si può anche utilizzare sopra un tappetino più spesso e morbido ma che fornisce poco attrito. Costa 29,99 euro e a differenza di quelli elencati finora si può lavare in lavatrice perché essendo sottile si può piegare. Infine, a 24,99, c’è un tappetino da 5 millimetri, lo spessore più comune: è fatto di TPE, un’alternativa al PVC più facile da riciclare, è lungo 185 centimetri e largo 61.

Altre cose che possono servirvi per fare yoga
Se avete già fatto delle lezioni lo sapete, altrimenti forse no: ci sono alcuni altri oggetti che possono essere utilizzati durante le pratiche yoga, in particolare quando non si è ancora troppo esperti. Ad esempio i mattoncini o blocchi yoga che i principianti usano quando non riescono ad allungarsi abbastanza per toccare terra con le mani in alcune posizioni che lo richiederebbero. Su Amazon i più economici costano meno di cinque euro e così sul sito di Decathlon, dove c’è questo a 4,99 euro. Potete anche scegliere di spendere un poco di più usando come unico criterio il colore che preferite o il materiale: ad esempio qualcuno potrebbe preferire il sughero ai materiali sintetici.

Un altro oggetto che potreste voler usare sono le cinghie, che si usano per raggiungere gambe, caviglie e piedi con le mani quando non ci si riesce ad allungare abbastanza. Su Decathlon ne potete acquistare una a 4,99 euro. Sia le cinghie che i blocchi sono molto usati nello yoga Iyengar, quello in cui bisogna stare a lungo fermi in una posizione.

Un’altra cosa che potrebbe essere utile, soprattutto a chi trova troppo scivoloso il proprio tappetino, è un telo antiscivolo da mettergli sopra: su Decathlon ne vendono uno in microfibra su un lato, di gomma sull’altro a 14,99 euro. Può essere utile anche a chi fa pratica di yoga in una palestra molto frequentata e vuole avere la sicurezza di fare esercizio su una superficie pulita. Per la stessa ragione i più schizzinosi potrebbero voler acquistare una coperta personale da usare alla fine delle lezioni, nella parte di rilassamento in cui si sta fermi ed è bene tenere il corpo al caldo: quella fatta apposta sul sito di Decathlon costa 30 euro.

Come vestirsi per fare yoga
Non ci sono regole generali e possono andare benissimo magliette e pantaloni che avevate acquistato per fare un altro tipo di attività fisica. Ci sono comunque delle cose da tenere a mente per scegliere come vestirvi per lo yoga. La prima è che è bene indossare indumenti in materiali traspiranti, ad esempio il cotone. La seconda è che dovete essere comodi negli allungamenti e nelle torsioni: per questo è bene indossare vestiti abbastanza aderenti, ma anche elastici e non troppo stretti. Non devono nemmeno essere troppo spessi o troppo larghi, altrimenti il tessuto potrebbe essere fastidioso nelle posizioni in cui ci si piega molto. I vestiti aderenti sono anche utili per voi e per il vostro insegnante per capire meglio come sono messe le diverse parti del vostro corpo e se state facendo nel modo corretto la posizione in cui siete impegnati.

Un’altra cosa di cui tenere conto è che facendo le posizioni invertite o anche solo quelle in quadrupedia una maglietta larga (o non opportunamente infilata nei pantaloni) potrebbe lasciarvi scoperta la pancia e il petto o addirittura impedirvi la visuale. Infine, per quanto fate yoga e non è estate, conviene avere una felpa comoda, preferibilmente senza cerniere, da mettere e togliere a seconda della temperatura del vostro corpo.

Se pensate di non avere capi di abbigliamento adatti per lo yoga (o se siete di quelle persone che per auto-incoraggiarsi a fare un’attività fisica devono gratificarsi con degli acquisti), potete sempre spendere poco affidandovi a Decathlon, che ha una serie di pantaloni e magliette pensati per lo yoga sia da donna sia da uomo (con un po’ meno scelta). Per le donne disposte a spendere un po’ di più, ma non tanto quanto con i marchi specializzati, anche Asos è un buon posto per fare acquisti online: la sua linea sportiva Asos 4505 propone molti leggings, reggiseni sportivi e tute intere pensate per lo yoga. Un suggerimento per le donne con molto seno: non scegliete reggiseni molto costrittivi, come quelli che usereste per andare a correre, perché per fare certe posizioni è importante poter spostare un po’ le tette.

Un’ultima cosa riguardo all’abbigliamento, per chi non lo sapesse: solitamente lo yoga si pratica scalzi. La ragione principale per cui si fa così è che le dita dei piedi vengono usate al pari delle altre parti del corpo in questa disciplina. Per chi non si trovasse bene a stare scalzo o facesse un tipo di yoga di quelli in cui si suda e si scivola molto ci sono però dei calzini appositi che lasciano scoperte le dita: quelli di ToeSox si trovano anche su Amazon, a meno di 20 euro. Certo, poi bisogna che il proprio senso estetico sia d’accordo. Fatti allo stesso modo ci sono anche i guanti per lo yoga.

Un manuale
Se vi piacerebbe integrare le cose che imparate dal vostro insegnante di yoga con un libro, ci sono molti buoni manuali che potete prendere in considerazione. Una cosa che hanno in comune sono copertine non particolarmente attraenti: ci siamo fatti dare qualche consiglio in merito da un’insegnante di yoga di Milano, che ci ha consigliato due libri. Il primo è Il grande libro dello yoga di Gabriella Cella, la prima donna a insegnare lo yoga su larga scala in Italia, che tra le altre cose ha anche creato un suo tipo di yoga specifico per le donne, lo yoga Ratna: il libro è approfondito ma chiaro. Lo stesso si può dire per Teoria e pratica dello yoga di B. K. S. Iyengar, che era un famoso maestro di yoga, inventore del metodo omonimo: il libro spiega nel dettaglio ogni asana benissimo e ha anche un percorso didattico di pratica individuale.

Non è un manuale ma un altro libro sullo yoga che potrebbe interessarvi è La scienza dello yoga di William J. Broad, di cui avevamo parlato qui: lo ha scritto un giornalista americano due volte premio Pulitzer che pratica lo yoga fin dagli anni Settanta e parla delle convinzioni errate sullo yoga, oltre che dei benefici che dà questa disciplina secondo ricerche scientifiche e dei possibili rischi per le persone che hanno alcuni problemi fisici.

In alternativa ai manuali potete anche cercare dei video tutorial su YouTube: per chi maneggia bene l’inglese c’è una vastissima scelta, ma anche in italiano qualcosa si trova. Un’ulteriore alternativa è quella delle app. Anche in questo caso ce ne sono molte in inglese e meno in italiano. Sull’App Store quella che ha il maggior numero di recensioni (e più di quattro stelle su cinque) è Asana Rebel, che è disponibile anche in italiano: è una app che propone esercizi di ginnastica ispirati allo yoga e consigliati a chi vorrebbe perdere peso o comunque fare esercizio fisico. Si scarica gratis, ma per accedere alla maggior parte dei contenuti, video tutorial molto ben fatti, bisogna sottoscrivere un abbonamento: 38 euro per tre mesi o 59 per un anno. C’è anche per dispositivi Android.

Un esempio di video di Asana Rebel: nella versione all’interno della app c’è una voce che spiega come replicare l’esercizio e per quante volte farlo

Sempre sull’App Store è invece gratuita, e utile per imparare il nome in sanscrito delle posizioni dello yoga, Yoga Poses, che però è solo in inglese: è una specie di catalogo di posizioni che vi spiega i passaggi per raggiungerle con brevi video e una lista di indicazioni scritte. Simile per dispositivi con sistema operativo Android c’è Yoga Poses: Yoga asanas videos, anch’essa solo in inglese.

Un diario per lo yoga
Se siete una di quelle persone che per mantenersi costanti in un impegno hanno bisogno di scrivere liste, prendere appunti e registrare avvenimenti, potreste tenere un diario dello yoga, in cui annotare gli asana su cui vi siete esercitati e come arrivare in ciascuna posizione secondo le istruzioni dei vostri insegnanti. Un po’ di abilità grafica fa comodo. Per quanto riguarda il supporto va bene un quaderno qualsiasi, ma se avete il feticismo della cartoleria potete anche prenderne uno fatto apposta per lo yoga, con tanto di disegnini.

Per concludere, se siete interessati a una di quelle particolari varianti dello yoga nate negli ultimi anni grazie alle influenze occidentali su questa disciplina orientale, potete scegliere di acquistare un kilt, oppure una capretta.

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