Foto Roberto Monaldo / LaPresse

«Piersanti, si chiamava!»

Una delle cose che si ricorderanno di più del primo discorso di Giuseppe Conte alla Camera è una cosa che non ha detto

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il primo discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera, quello con cui ieri ha chiesto la fiducia per il suo governo, sarà probabilmente ricordato per i lapsus e per le sue incertezze.

La più grave e discussa è stata quella sul nome del fratello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Piersanti Mattarella, importante esponente della Democrazia Cristiana ucciso dalla mafia nel 1980 quando era presidente della Sicilia (qui trovate un utile ripasso sulla sua storia). Conte, nel suo discorso, ha provato a esprimere solidarietà a Sergio Mattarella per gli attacchi che aveva ricevuto durante la fase delle consultazioni per il nuovo governo – attacchi peraltro iniziati e innescati da Luigi Di Maio, che siedeva alla sua destra – e che avevano coinvolto anche la memoria di suo fratello: di lui, però, Conte è riuscito a ricordare solo che fosse «un congiunto» del presidente Mattarella.

Una delle cose che più mi ha addolorato nei giorni scorsi è stato quando c’è stato un attacco alla memoria di un suo congiunto sui social, adesso non ricordo esattamente e su questo veramente è stata una cosa che mi è dispiaciuta.

L’incertezza di Conte è stata evidenziata poco dopo da Graziano Delrio, ex ministro del governo Renzi ora deputato del Partito Democratico, nel suo discorso per le dichiarazioni di voto. Dopo aver a sua volta ringraziato Mattarella per il suo lavoro, Delrio ha detto con tono molto deciso: «Signor presidente del Consiglio, si chiamava Piersanti, si chiamava. Piersanti!», ricevendo un lungo applauso.