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  • mercoledì 6 Giugno 2018

Il Messico ha risposto ai dazi imposti dagli Stati Uniti con altri dazi

E sono stati pensati per colpire soprattutto gli stati da cui provengono alcuni importanti esponenti del Partito Repubblicano

Il Messico ha annunciato martedì di aver imposto dazi sulle importazioni di carne di maiale, formaggio, acciaio e diversi altri prodotti dagli Stati Uniti. La decisione è una risposta ai pesanti dazi che gli Stati Uniti avevano annunciato l’1 giugno sulle importazioni di acciaio e alluminio da Canada e Messico, dazi che a loro volta erano un tentativo di mettere pressione ai due paesi nell’ambito delle trattative per il rinnovo del Nafta, un grosso trattato commerciale tra paesi del Nord America.

I dazi decisi dal Messico riguardano importazioni per un valore di circa 3 miliardi di dollari e – ha detto il governo messicano – sono stati pensati per colpire settori dell’economia statunitense legati a stati da cui provengono importanti esponenti del Partito Repubblicano, cioè quello del presidente Donald Trump. Per esempio: l’acciaio che arriva dallo stato dell’Indiana da cui proviene il vice presidente statunitense Mike Pence; le barche a motore che arrivano dalla Florida da cui proviene il senatore Marco Rubio; i prodotti agricoli della California da cui arriva il capo dei Repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy.

La decisione del Messico avrà come probabile effetto quello di complicare ulteriormente le trattative per il rinnovo del Nafta, il North American Free Trade Agreement, un importante trattato commerciale tra Canada, Stati Uniti e Messico che l’amministrazione Trump vuole rivedere in alcuni suoi aspetti fondamentali. Gli Stati Uniti, dopo l’imposizione dei dazi di inizio giugno, hanno detto di voler continuare i negoziati sul Nafta bilateralmente, con un paese alla volta, un approccio che per ora è stato rifiutato da Canada e Messico perché porterebbe probabilmente alla fine del Nafta.

Camion al confine tra Stati Uniti e Messico (GUILLERMO ARIAS/AFP/Getty Images)