(Fabrizio Corradetti/LaPresse)

Il nuovo ministro della Famiglia dice che ha molti amici gay

In un'intervista al Corriere della Sera, Lorenzo Fontana cerca di difendersi da chi lo ha accusato di essere omofobo e retrogrado

(Fabrizio Corradetti/LaPresse)

Lorenzo Fontana, il nuovo ministro della Famiglia e della Disabilità del governo Conte, sta cercando di difendersi da chi lo accusa di essere omofobo e retrogrado. Fontana è considerato il ministro più a destra del nuovo governo: ha diversi legami con i gruppi dell’estrema destra veronese e con l’integralismo cattolico, ed è fermamente contrario all’aborto e al riconoscimento delle coppie omosessuali. Ieri però ha dato due interviste, al Corriere della Sera e alla Stampa, in cui cerca di difendersi dalle accuse. Al Corriere ha ripetuto una delle formule più prudenti e ambigue che vengono usate per difendersi dall’accusa di discriminare gli omosessuali.

Allora non è vero che lei è contro i gay?
«Ma va’. Ho tanti amici omosessuali, del resto ho vissuto a Bruxelles tanti anni dove ci sono anche nelle istituzioni. E poi la questione non è nel contratto di governo, non me ne occuperò».

In un altro passaggio ha smentito di aver detto che «le donne non possono abortire», ma allo stesso tempo ha promesso che potenzierà i consultori per «cercare di dissuadere le donne dall’abortire». Parlando con la Stampa, però, ha detto che non cercherà di restringere l’accesso all’interruzione di gravidanza: «è un tema che nel contratto [di governo] non c’è. E credo anche che nella maggioranza non esista una sensibilità di questo tipo», ha risposto.

Allo stesso modo non si occuperà di adozioni da parte delle coppie gay, un tema che non era stato interessato dalla legge sulle unioni civili promossa dal governo Renzi: «Le rispondo allo stesso modo: nel Contratto non c’è. Quel che vogliamo fare è quel che abbiamo scritto». Fontana sembra ignorare l’esistenza stessa delle coppie omosessuali. A una domanda del Corriere della Sera ha risposto:

«Perché esistono le famiglie Arcobaleno?».

Sì, esistono e sono tante in Italia…
«Ma per la legge non esistono in questo momento».

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