• Moda
  • giovedì 31 maggio 2018

La sfilata di Gucci in una necropoli romana

La collezione cruise, quella per le vacanze, è stata presentata di notte tra rovine, luci rosse e candele

La sfilata cruise 2019 di Gucci, Arles, 30 maggio 2018 (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images )

Gucci, l’azienda di moda italiana del momento, ha presentato mercoledì sera la collezione cruise 2019 nella necropoli romana di Alyscamps, vicino ad Arles, in Francia. Le cruise sono collezioni intermedie tra quelle di pret-a-porter: inizialmente erano dedicate all’abbigliamento da vacanza ma ora stanno diventando sempre più importanti, soprattutto per le aziende di moda di lusso, che hanno l’occasione di organizzare una sfilata in più, spesso in luoghi molto scenografici, e rispondere al desiderio di novità dei clienti.

In passato Gucci, su decisione del direttore creativo Alessandro Michele, le ha ambientate nell’abbazia di Westminster e tra i quadri rinascimentali della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, e ha provato a farlo nel Partenone di Atene senza ottenere l’autorizzazione. Stavolta ha scelto un cimitero romano, con le modelle che si muovevano tra le rovine notturne illuminate di rosso, tra sbuffi di fumo e candele, sulla composizione di musica sacra “Vespri della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi, del 1610. Michele ha spiegato che «è un posto dove chiunque può essere qualcun altro, vedove e ragazzini che fanno le rockstar, e signore che non lo sono» e paragonato la sua sfilata a un rave in un cimitero.

L’ambientazione della sfilata cruise 2019 di Gucci, Arles, Francia, 30 maggio 2018 (Ronan Gallagher – Gucci)

Chi è un po’ familiare con il gusto di Michele avrà ritrovato tutti gli elementi che lo hanno reso famoso e apprezzato: ambientazione gotica e inquietante, eccentricità, modernità e passato accozzati insieme, così come il sacro e il profano. Tutto questo si è visto nei 114 abbinamenti uomo e donna che hanno sfilato davanti a 400 invitati, evocando personaggi di fantasia, rock star, guerriere, madonne spettrali, ricoperti di tulle, ricami, gonne in plaid, tigri di paillettes, mantelli e vesti di velluto, tra acconciature vittoriane, loghi SEGA, versi stampati di Dante Alighieri, molto verde e molto rosa. La proposta è quella di una nuova idea di bellezza individualista.

Gucci ha fatto anche una donazione ad Arles per sostenerne il patrimonio culturale: la città ospita tra le altre cose un anfiteatro romano patrimonio dell’UNESCO e dall’Ottocento richiama artisti e fotografi, oggi soprattutto grazie alla Fondazione Vincent van Gogh, che vi abitò a lungo, e al festival annuale di fotografia Rencontres d’Arles, che inizierà il 2 luglio. La sfilata inaugura anche un periodo francese per Gucci, che a settembre presenterà la prossima collezione non a Milano ma a Parigi. Dall’arrivo di Michele nel gennaio 2015, Gucci è in continua crescita: l’anno scorso le vendite hanno raggiunto i 6 miliardi di euro.

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