(LaPresse/Fabio Urbini)
  • Italia
  • lunedì 21 maggio 2018

La storia dell’uomo che ha ucciso la figlia e si è suicidato buttandosi da un cavalcavia

È successo in provincia di Chieti; forse c'entra un'altra morte avvenuta nello stesso giorno, domenica

(LaPresse/Fabio Urbini)

La storia di cronaca che ha dominato i giornali di oggi riguarda un omicidio-suicidio avvenuto domenica a Francavilla a Mare, in provincia di Chieti (Abruzzo). Intorno alle 13 di domenica Fausto Filippone, un dirigente d’azienda di 49 anni, ha ucciso la figlia di dieci anni spingendola da un cavalcavia dell’autostrada. Sette ore dopo si è buttato anche lui, nonostante l’intervento della polizia che ha provato a farlo desistere. In mattinata sua moglie era stata trovata morta dopo essere caduta dal balcone di una casa della coppia; non è chiaro se anche lei sia stata uccisa da Filippone.

I motivi dell’omicidio-suicidio non sono ancora chiari. Stando alle prime ricostruzioni Filippone – che lavorava per l’azienda di abbigliamento Brioni – non aveva malattie mentali né problemi con la moglie o la figlia. La questura di Chieti ha raccontato ai giornalisti che poco lontano dal corpo di Filippone è stato ritrovato un pezzo di carta con nomi e cognomi scritti a mano, ma ha spiegato che «è un foglietto confuso» e che la squadra mobile sta ancora cercando di «dare un senso e un’identità agli appunti segnati sopra».

Filippone viveva con la figlia e la moglie, Marina Angrilli, in periferia di Pescara. Angrilli insegnava italiano e latino in un liceo della città. Le circostanze della sua morte non sono ancora chiare; una sua collega ha raccontato a Repubblica di averla sentita al telefono intorno alle 10.30 e che la conversazione aveva riguardato la recita scolastica della figlia di Filippone e Angrilli. Un’ora e mezza dopo Angrilli è caduta dal balcone di una casa che la coppia possedeva a Chieti Scalo. La donna è poi morta intorno alle 16 a causa delle ferite.

Mezz’ora dopo la caduta di Angrilli, Filippone è passato a prendere sua figlia a casa e l’ha fatta salire in macchina. I due hanno preso l’autostrada e Filippone ha fermato l’auto al chilometro 389 dell’A14, che collega l’Emilia-Romagna alla Puglia. A quel punto, ricostruisce Repubblica, «è sceso con la bimba e ha iniziato a camminare mano nella mano. Per duecento metri. Li hanno visti molti automobilisti, hanno dato l’allarme: è uscita una pattuglia della polizia stradale. Quando è arrivata sul viadotto, Fausto ha alzato la bimba per i fianchi e l’ha lanciata di sotto». Alla scena hanno assistito alcuni agenti della polizia stradale. Il Corriere della Sera stima che il viadotto in questione sia alto circa 50 metri (altre fonti parlano di 30 metri).

Dopo avere ucciso la figlia, Filippone ha parlato con un mediatore delle forze locali che ha provato per ore a convincerlo a non suicidarsi. Intorno alle 20 Filippone si è buttato dallo stesso viadotto da dove aveva spinto la figlia; secondo il Corriere Adriatico, poco prima aveva detto «chiedo perdono a tutti». L’uomo è morto sul colpo.

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