Il buco nero che cresce più in fretta di tutti

Ogni due giorni divora l'equivalente di un nostro Sole, diventando sempre più grande e massiccio

Esempio degli effetti di un buco nero supermassiccio (ESA/Hubble e NASA)

C’è un buco nero là fuori che ogni due giorni divora la massa equivalente del nostro Sole. Fortunatamente si trova a debita distanza da noi, a miliardi di anni luce. È stato scoperto da un gruppo di astronomi dell’Università nazionale dell’Australia e il suo studio potrà aiutarci a capire i processi che portarono l’Universo a formarsi ed evolversi in ciò che vediamo oggi.

La scoperta è stata resa possibile analizzando i dati forniti dai satelliti Gaia (dell’Agenzia Spaziale Europea) e WISE (della NASA), insieme alle osservazioni effettuate dall’Osservatorio di Siding Spring nel New South Wales. I ricercatori non hanno osservato direttamente il buco nero, ma i suoi effetti sull’ambiente circostante con l’emissione di grande quantità di radiazioni, fenomeno noto come quasar. Osservare un oggetto così distante è un po’ come viaggiare nel tempo: poiché la luce ha impiegato 12 miliardi di anni per arrivare a noi, significa che stiamo osservando eventi avvenuti miliardi di anni fa, non molto dopo la formazione dell’Universo con l’evento scatenante del Big Bang (intorno a 13,8 miliardi di anni fa).

Il quasar ha una massa stimata pari a 20 miliardi di volte quella del nostro Sole e cresce a un ritmo impressionante: circa dell’1 per cento ogni milione di anni (pochissimo, in termini astronomici). A conti fatti – spiegano i ricercatori dell’ANU – è come se divorasse ogni due giorni una quantità di materia pari alla massa del Sole. Risucchia qualsiasi cosa nelle vicinanze: polveri interstellari, gas, detriti di altri corpi celesti, sfruttando la sua forte attrazione gravitazionale. Altri quasar simili a questo erano già stati osservati in passato, ma dai calcoli fatti finora questo risulta essere quello con i ritmi di accrescimento più alti mai registrati.

Elaborazione grafica di un buco nero (a sinistra) che risucchia la materia di una stella (a destra); a causa dell’attrito che lo porta a scaldarsi enormemente, il materiale si illumina (NASA)

Chiamato QSO SMSS J215728.21-360215.1 (J2157-3602 per gli amici), il quasar è estremamente luminoso, migliaia di volte più di una intera galassia. In generale, i quasar sono tra gli oggetti più luminosi: i buchi neri al loro interno non emettono luce, ma i gas e il materiale interstellare che viene risucchiato ad altissima velocità si illumina, a causa dell’attrito che li porta a scaldarsi enormemente. L’attività senza sosta del buco nero porta anche alla produzione di luce ultravioletta e raggi-x, che stanno rendendo completamente sterile la galassia che ha intorno (i buchi neri supermassicci sono ricorrenti al centro delle galassie).

Christian Wolf, uno degli autori dello studio su J2157-3602 ha spiegato che: “Se avessimo questo mostro al centro della nostra galassia, la Via Lattea, ci apparirebbe dieci volte più luminoso di una Luna piena. Brillerebbe al punto da rendere invisibili tutte le altre stelle in cielo”. Wolf ha anche spiegato che la sua presenza “renderebbe probabilmente la vita impossibile sulla Terra a causa delle enormi quantità di raggi-x che produce”.

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