Il fotografo Abbas, dell’agenzia Magnum, è morto ieri a 74 anni

Il fotografo Abbas Attar, conosciuto semplicemente come Abbas e noto per essere uno dei membri della prestigiosa agenzia Magnum, è morto ieri a Parigi a 74 anni, come annunciato dall’agenzia stessa. Durante la sua carriera si è occupato di conflitti e rivoluzioni in Biafra, Bangladesh, Irlanda del Nord, Vietnam, Medio Oriente, Cile, Cuba. Ha documentato il Sudafrica durante l’apartheid e la vita in Messico per diversi anni. Si è a lungo interessato del rapporto tra religione e società, soggetto al centro dei suoi lavori degli ultimi anni.

Abbas era nato a Khash, Iran, nel 1944, ma aveva vissuto gran parte della sua vita a Parigi, in Francia. Era entrato a far parte di Magnum, di cui è considerato uno dei pilastri, nel 1981, dopo aver lavorato per le agenzie Sipa e Gamma.

Uno dei suoi lavori più conosciuti, Iran Diary 1971-2002, riguarda proprio il suo paese d’origine: dal 1978 al 1980 aveva fotografato la rivoluzione in Iran, per poi tornarci nel 1997 dopo 17 anni di “esilio volontario”; il libro è una sorta di interpretazione della storia del paese scritta come un diario personale.

It is with great sadness that we announce the death of Magnum photographer Abbas, who passed away earlier today aged 74. . Magnum’s current president Thomas Dworzak paid tribute to the veteran photographer, who for many at the agency has been both a friend and mentor: . “He was a pillar of Magnum, a godfather for a generation of younger photojournalists. An Iranian transplanted to Paris, he was a citizen of the world he relentlessly documented; its wars, its disasters, its revolutions and upheavals, and its beliefs – all his life. It is with immense sadness that we lose him. May the gods and angels of all the world’s major religions he photographed so passionately be there for him.” . PHOTO: Abbas wearing helmet and flack-jacket while covering the war. South Vietnam. 1973 . © #Abbas/#MagnumPhotos

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28 novembre 2013 (ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images)

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