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  • mercoledì 11 aprile 2018

Le foto dell’ultimo sgombero della ZAD, in Francia

La polizia ha cacciato gli attivisti che ancora occupavano la grande area in cui sarebbe dovuto sorgere il nuovo aeroporto di Nantes, che però il governo ha rinunciato a costruire

Gli scontri durante le operazioni di sgombero della ZAD a Notre-Dame-des-Landes, Francia, 10 aprile 2018 (LOIC VENANCE/AFP/Getty Images)

Il 9 aprile a Notre-Dame-des-Landes, nel nord-ovest della Francia, è cominciato lo sgombero della ZAD (Zone à defendre), un’area occupata da circa 250 persone da dieci anni per impedire la costruzione di un aeroporto. A gennaio il governo francese ha abbandonato il progetto per la costruzione dell’aeroporto, che in una forma o nell’altra si trascinava da quasi cinquant’anni, e ha stabilito che l’area della ZAD dovrà tornare all’uso agricolo: per questo è stato ordinato lo sgombero. La comunità che ha occupato la ZAD in questi anni – un gruppo di agricoltori e attivisti battezzatisi “zadisti” – si è però scontrata con la polizia perché contraria alla distruzione degli alloggi e delle attività produttive nati nel frattempo nell’area: una panetteria, un birrificio, una stazione radio pirata, la redazione di un giornale online e un mercato agricolo settimanale.

Gli zadisti hanno lanciato molotov alla polizia e hanno messo in piedi barricate di copertoni e pallet a cui poi hanno dato fuoco. Nonostante la resistenza però la polizia ha portato avanti l’operazione di sgombero distruggendo gli alloggi e le altre strutture disseminate sull’area, oltre che usando dei lacrimogeni contro gli attivisti. Secondo la prefetta della regione Pays de la Loire Nicole Klein dieci poliziotti e un attivista sono stati feriti negli scontri; secondo i medici degli attivisti i loro feriti sono stati una trentina, di cui due gravi ricoverati in ospedale.

I promotori del progetto dell’aeroporto, rimasti scontenti della decisione del governo, sostenevano che Nantes, la grande città vicina a Notre-Dame-des-Landes, avesse bisogno di un aeroporto internazionale per favorire lo sviluppo economico della città. Gli oppositori al contrario ritenevano che sarebbe stato sufficiente ampliare l’aeroporto già esistente e che la costruzione di quello nuovo sarebbe stata un costo inutile e un danno per l’ambiente.

La storia dell’aeroporto che non si farà era cominciata nel 1972, quando era stato presentato il primo progetto, riguardante 1.350 ettari di terreno. Dopo due anni la superficie del progetto venne ridefinita e venne decretata la ZAD (Zone d’aménagement différé), ovvero la “zona a diversa destinazione”, ma i lavori non vennero mai avviati. Nel corso degli anni il governo francese acquistò diversi ettari di terra nella zona ma molti agricoltori avevano deciso di non vendere i rimanenti mille ettari inclusi nel progetto dell’aeroporto, andando incontro al rischio di vedere espropriati i propri terreni. Nel 2000 fu fondata un’associazione di abitanti e agricoltori della zona contrari al progetto che con un gioco di parole ridefinì la ZAD come Zone à defendre, “zona da difendere”. A loro negli anni si unirono attivisti provenienti da altre zone della Francia: nel tempo ci sono stati ripetuti sgomberi e al contempo la creazione di una piccola comunità che ambiva a gestirsi con principi utopici.

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