Il corpo di Murtaja portato per le strade di Gaza City durante il funerale. (Mohammed Talatene/picture-alliance/dpa/AP Images
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  • sabato 7 Aprile 2018

La morte di Yaser Murtaja

Era un giornalista palestinese di 30 anni, ucciso dall'esercito israeliano durante le proteste di ieri mentre indossava un giubbotto con scritto “PRESS”

Il corpo di Murtaja portato per le strade di Gaza City durante il funerale. (Mohammed Talatene/picture-alliance/dpa/AP Images

Yaser Murtaja, giornalista e fotografo palestinese di 30 anni, è stato ucciso dall’esercito israeliano mentre stava documentando le proteste di venerdì al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. Murtaja indossava un giubbotto antiproiettile con la scritta “PRESS”, stampa, ma è stato ferito all’addome da un colpo di un tiratore scelto dell’esercito israeliano mentre si trovava a qualche centinaio di metri dal confine: è morto sabato in ospedale.

Murtaja da anni si occupava della Striscia di Gaza, e stava lavorando per conto dell’agenzia palestinese Ain Media, che aveva cofondato e che si occupa delle notizie della Striscia di Gaza, collaborando in passato con Al Jazeera, BBC ArabicVICE. Il sindacato dei giornalisti palestinesi dice che ci sono stati altri sei giornalisti feriti nelle proteste di ieri. Su Twitter sono circolate le foto di Khalil Abu Athra e Adham al Hajjar, entrambi con un giubbotto che li identificava come giornalisti.

Murtaja è una delle nove persone uccise durante le manifestazioni di venerdì, che si sommano alle venti uccise dallo scorso 30 marzo, quando è cominciata la protesta contro l’occupazione di Israele dei territori palestinesi conosciuta come “Marcia del Ritorno”. Come venerdì scorso, Israele aveva disposto decine di tiratori scelti lungo il confine con l’ordine di sparare a chi si fosse avvicinato al confine: secondo Haaretz, però, i soldati hanno avuto ampia discrezione nelle proprie decisioni, e testimoni, video e la stessa morte di Murtaja dimostrano che hanno sparato anche su persone disarmate. Parte delle persone uccise venerdì scorso apparteneva ad Hamas, il gruppo politico-terrorista che controlla la Striscia di Gaza: Israele ha detto che erano 10, secondo Hamas soltanto 5. L’esercito israeliano, in un comunicato, ha negato di aver sparato intenzionalmente ai giornalisti, e ha detto che sta indagando sull’episodio.