Soldati israeliani al confine con la Striscia di Gaza, 30 marzo 2018 (JACK GUEZ/AFP/Getty Images)

«Penso che tutte le nostre truppe meritino un encomio»

Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman riguardo alle proteste di venerdì scorso nella Striscia di Gaza

Soldati israeliani al confine con la Striscia di Gaza, 30 marzo 2018 (JACK GUEZ/AFP/Getty Images)

Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha detto ieri che Israele non ha alcuna intenzione di accettare la proposta fatta dall’ONU e dall’Unione Europea di avviare un’indagine indipendente sulle violenze di venerdì scorso nella Striscia di Gaza.

«I soldati israeliani hanno fatto quello che doveva essere fatto. Penso che tutte le nostre truppe meritino un encomio»

Le violenze si sono verificate al confine tra la Striscia di Gaza e Israele durante una grande protesta chiamata “Marcia del Ritorno”, a cui hanno partecipato circa 30mila palestinesi. La protesta era prevista da settimane e si è svolta in sei diverse manifestazioni coordinate lungo il confine della Striscia. Israele ha schierato oltre 100 tiratori scelti con il permesso di sparare per rispondere a eventuali atti di aggressione. Alcuni testimoni hanno raccontato che i soldati israeliani hanno sparato sui manifestanti palestinesi disarmati; il governo israeliano ha parlato invece di proteste violente organizzate da Hamas, il partito palestinese radicale che governa nella Striscia di Gaza e che è considerato “gruppo terroristico” da diversi stati del mondo.

Il ministro della Salute palestinese ha detto oggi che il numero dei palestinesi uccisi negli scontri è salito a 17, dopo che una persona è morta in ospedale a causa delle ferite riportate durante gli scontri. Israele ha detto che 10 delle persone uccise facevano parte di Hamas, mentre secondo Hamas sono state solo 5.