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  • venerdì 9 marzo 2018

Ci sono sospetti di un nuovo attacco chimico in Siria

Attivisti e soccorritori che si trovano a Ghouta orientale hanno accusato Assad di bombardamenti con il cloro, il governo siriano ha negato le accuse

Macerie dopo un bombardamento contro la città di Hamouria, a Ghouta orientale, il 7 marzo (ABDULMONAM EASSA/AFP/Getty Images)

Il governo siriano di Bashar al Assad è stato nuovamente accusato di un attacco con armi chimiche contro i civili a Ghouta orientale, l’area della periferia di Damasco controllata dai ribelli sotto assedio da anni e contro cui le forze alleate di Assad hanno lanciato una violenta offensiva nelle ultime settimane. Attivisti e soccorritori che si trovano a Ghouta hanno diffuso negli ultimi giorni video e racconti che testimoniano il possibile uso di armi chimiche, come a Ghouta era già stato fatto nel 2013, e hanno accusato il regime di attacchi indiscriminati contro la popolazione civile con il cloro, un agente chimico usato per scopi industriali e che per questo non è soggetto a sanzioni e limitazioni. Da quando è iniziata l’ultima offensiva contro i ribelli di Ghouta, circa tre settimane fa, sono state uccise circa 900 persone.

Uno dei video diffusi in questi giorni dagli attivisti di Ghouta orientale, che mostrano persone con problemi respiratori compatibili con i sintomi di avvelenamento da cloro.

Il governo siriano ha negato di aver usato armi chimiche a Ghouta orientale, accusando invece i ribelli di aver diffuso informazioni e video falsi per distorcere la realtà. Anche alcuni medici a Ghouta hanno smentito la versione degli attivisti, spiegando che i problemi respiratori osservati in alcuni pazienti potrebbero essere stati originati dalle sostanze emesse da un missile inesploso. Per ora non ci sono state indagini indipendenti che possano confermare o smentire l’uso di armi chimiche negli ultimi giorni – Ghouta è sotto intensi bombardamenti da giorni e anche i convogli di aiuti umanitari faticano ad arrivare – ma la Francia ha detto che se venissero trovati riscontri interverrebbe per impedire altri attacchi simili.

A Ghouta orientale vivono circa 400.000 persone, in stato di assedio dal 2013 e negli ultimi mesi in condizioni sempre più difficili a causa di carenza di cibo e medicinali. Interi quartieri delle città della zona sono stati distrutti dai bombardamenti e le forze di terra alleate ad Assad stanno avanzando speditamente. Solo mercoledì 7 marzo, hanno detto i medici che lavorano sul posto, sono state uccise più di 90 persone.

Ghouta fu già attaccata con armi chimiche nell’agosto del 2013. Fu l’attacco che portò gli Stati Uniti molto vicini ad intervenire nel conflitto, ma ci vollero mesi a trovare conferme dell’uso di armi chimiche e infine l’amministrazione di Barack Obama si limitò ad imporre la distruzione delle altre armi chimiche in possesso di Assad. Nell’aprile del 2017 ci fu invece un nuovo grave attacco con armi chimiche nella provincia di Idlibattacco al quale gli Stati Uniti risposero con il lancio di 59 missili contro obiettivi militari siriani. Durante gli anni della guerra in Siria, tuttavia, il governo di Assad è stato spesso accusato di attacchi chimici di minor portata, come potrebbe essere stato quello contro Ghouta orientale degli ultimi giorni.

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