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  • giovedì 8 febbraio 2018

Un assistente di Trump si è dimesso dopo le accuse di violenze delle sue ex mogli

Rob Porter ha lasciato il suo incarico da segretario dello staff della Casa Bianca, ma nega di essere stato violento

Il segretario dello staff della Casa Bianca, Rob Porter, uno dei principali assistenti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dato le dimissioni in seguito ad alcune accuse di molestie e abusi da parte delle sue due ex mogli. Annunciando la sua decisione, Porter ha definito “oltraggiose e semplicemente false” le accuse nei suoi confronti e ha detto di voler fare presto chiarezza sulla vicenda.

Le sue due ex mogli, Colbie Holderness e Jennifer Willoughby, hanno entrambe raccontato vicende personali legate alle loro esperienze con Porter. Holderness, la sua prima moglie, ha detto che all’epoca del loro matrimonio Porter era spesso fisicamente e verbalmente offensivo. Ha anche detto che in occasione della loro luna di miele, nel 2003 alle Isole Canarie, Porter era stato violento e le aveva dato un calcio. Un paio di anni dopo, durante una vacanza a Firenze, le diede un pugno in faccia. Holderness ha anche diffuso una fotografia scattata poco dopo quell’episodio, dove ha un occhio nero.
Willoughby è stata sposata con Porter tra il 2009 e il 2013 e ha spiegato in un post sul suo blog perché non chiuse prima la sua relazione, nonostante i maltrattamenti.

Il caso sta avendo non pochi risvolti politici, perché sembra che Porter non ricevette dall’FBI i nullaosta di sicurezza necessari per occuparsi dei documenti più riservati durante il suo lavoro alla Casa Bianca, eppure non venne allontanato e continuò a lavorare con Trump. L’FBI interrogò le sue due ex mogli nell’ambito dei controlli sul personale che lavora in ruoli così alti del governo. La portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha detto che non ci saranno commenti ufficiali sul lavoro svolto dall’FBI nel caso di Porter.

Rob Porter con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (AP Photo/Evan Vucci)