I conti di Berlusconi sull’immigrazione non tornano

Dice che bisogna espellerne 600 mila e che solo il 5 per cento ha diritto di restare, ma non sembra avere chiaro di cosa parla

(ANSA/ETTORE FERRARI)

Nella sua prima intervista dopo l’attacco di Macerata, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha attribuito la strage all’eccessiva presenza di immigrati e ha proposto una soluzione netta: espellerne centinaia di migliaia. In un’intervista al Tg5 di domenica ha detto: «L’immigrazione è una questione urgentissima. Oggi in Italia si contano almeno 630 mila migranti di cui solo il 5 per cento, e cioè 30 mila, ha diritto di restare in quanto rifugiati e cioè fuggiti da guerra e morte. Gli altri 600 mila sono una bomba sociale pronta a esplodere, perché vivono di espedienti e di reati».

Bisogna capire innanzitutto di chi sta parlando. In Italia vivono circa 6 milioni di stranieri, la stragrande maggioranza dei quali sono regolari, residenti o con permesso di soggiorno. L’ultima stima affidabile sul numero di stranieri che risiedono irregolarmente sul nostro territorio è quella della fondazione ISMU, che nel gennaio del 2016 li stimava in circa 435 mila, ma ne circolano anche di più alte. Solitamente in Europa si considera che gli irregolari siano circa il 10 per cento dei regolari (l’ISMU ha stimato l’8 per cento dei regolari).

Berlusconi forse parla degli irregolari, che non sono tutti i “migranti”, ma è più probabile che si riferisca alle persone arrivate in Italia a partire dal 2014, che sono in effetti circa 630 mila. La cifra torna ed è probabile che sia questo il numero che ha in mente. Probabilmente, ha scelto di riferire il numero dei migranti sbarcati negli ultimi 4 anni, e non negli ultimi cinque o sei, perché proprio nel 2014 gli sbarchi sono quadruplicati rispetto all’anno precedente (nel 2013 erano comunque sbarcate più di 40 mila persone e nel 2011, ultimo anno in cui Berlusconi era il capo del governo, furono 64 mila).

La cifra quindi è giusta, anche se non si riferisce al totale dei “migranti” che si trovano nel nostro paese, regolari o irregolari. Berlusconi dice poi che solo il 5 per cento di queste 630 mila persone sbarcate in Italia ha diritto a restare in Italia «in quanto rifugiati e cioè fuggiti da guerra e morte». Non è vero: hanno diritto di restare in Italia i rifugiati veri e propri, coloro a cui viene concessa la protezione sussidiaria e coloro a cui viene concessa la protezione umanitaria. Sommate insieme, queste tre categorie formano circa il 40 per cento di coloro che fanno richiesta di asilo, e non il 5 per cento come dice Berlusconi (qui trovate tutti i dati per il periodo 2014-2016).

Inoltre solo una parte delle 630 mila persone sbarcate in Italia ha fatto richiesta di protezione internazionale e ha già visto concludere l’iter processuale della sua domanda, mentre migliaia e migliaia di persone sono ancora in attesa di una risposta. Nel 2014 e nel 2015 meno della metà delle persone arrivate ha presentato domanda di protezione internazionale. Dove sono finiti tutti gli altri? Probabilmente sono usciti dal nostro paese, diretti in Germania, Francia e Scandinavia. Negli ultimi anni i controlli alle frontiere si sono fatti più stretti e la percentuale di persone sbarcate che fanno domanda di asilo nel nostro paese è aumentata, anche se non la fanno ancora tutti. Nel 2016, su 181 mila persone sbarcate, 123 mila hanno fatto richiesta di protezione internazionale.

Riassumendo, Berlusconi dice che «oggi in Italia si contano almeno 630 mila migranti di cui solo il 5 per cento, e cioè 30 mila, ha diritto di restare in quanto rifugiati». Però non è vero che in Italia ci sono 630 mila migranti, questa è la cifra di chi è sbarcato nel nostro paese tra 2014 e 2015; solo una parte di chi è sbarcato, inoltre, è rimasto in Italia, e tra chi è rimasto alcune decine di migliaia sono state rimpatriate, altri hanno diritto di restare nel nostro paese, altri ancora sono rimasti in Italia illegalmente. Non è vero che solo chi è rifugiato ha diritto di restare in Italia, perché ne ha diritto anche chi gode di protezione sussidiaria e umanitaria: circa il 40 per cento di chi ha fatto domanda ha visto la sua richiesta di protezione internazionale accolta in qualche misura. Infine, sembra impossibile espellere 600 mila persone: la prima ragione è che probabilmente ci sono meno di 600 mila persone che si trovano irregolarmente nel nostro paese. La seconda è che nonostante tutti gli sforzi degli ultimi anni, le forze di polizia italiane non sono mai riuscite a rimpatriare più di 20 mila persone ogni anno.

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