Cos’è la storia dei lanciafiamme di Elon Musk

L'idea era nata un po' per scherzo, ma ha già portato alla vendita di 10mila lanciafiamme e a un ricavo potenziale di 5 milioni di dollari

Nonostante al momento Elon Musk stia lavorando per lanciare il razzo più grande e potente della Terra e sia impegnato ad avviare la produzione su larga scala di una nuova automobile elettrica, negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione per tutt’altro: un lanciafiamme. Il progetto di vendere una specie di fucile che spara una fiamma di qualche centimetro era nato alla fine dello scorso anno, ma molte persone avevano da subito pensato fosse una delle battute che Musk scrive ogni tanto su Twitter. Qualche mese dopo, però, il CEO di SpaceX e Tesla ha messo davvero in vendita un lanciafiamme funzionante, attirando lodi dai suoi numerosi fan e critiche da chi pensa che il nuovo prodotto sia inutile o pericoloso.

Alla fine dello scorso anno Musk aveva messo in vendita sul sito di Boring Company – la sua azienda che progetta sistemi di trasporto sotterranei per evitare il traffico nelle grandi città – un cappellino con il logo della società, dicendo che se ne avesse venduti 50mila in breve tempo avrebbe messo in vendita come secondo gadget aziendale un lanciafiamme.

In pochi giorni il cappellino raggiunse l’obiettivo fissato da Musk, che a distanza di qualche settimana ha mantenuto la promessa mettendo in vendita il lanciafiamme. Nel weekend appena trascorso Musk ha pubblicato su Instagram un video dove mostra il nuovo gadget in funzione, che è circolato molto online contribuendo a far conoscere l’iniziativa.

In meno di un giorno il sito di Boring Company ha venduto mille dei 20mila lanciafiamme prodotti per l’iniziativa, al prezzo di 500 dollari l’uno. Gli ordini sono continuati ad aumentare nelle ore seguenti e, nella serata di lunedì 29 gennaio, Musk ha annunciato su Twitter di averne venduti circa 10mila, con un ricavo intorno ai 5 milioni di dollari. Il problema è che molti di quei lanciafiamme potrebbero non arrivare mai agli acquirenti, per lo meno in California, dove alcuni politici hanno definito pericolosa l’iniziativa e stanno pensando a qualche soluzione legale per evitare la loro diffusione.

Negli Stati Uniti il possesso dei lanciafiamme non è proibito dalle leggi federali ed è legale in 48 stati, mentre in California e Maryland sono previste restrizioni. Le leggi californiane definiscono un reato il possesso di strumenti che producono fiamme che raggiungono almeno i 3 metri di distanza. Le limitazioni sono per motivi di sicurezza e per ridurre il rischio di incendi che possono rapidamente finire fuori controllo, in una delle aree più esposte ai grandi incendi negli Stati Uniti.

Musk ha spiegato in un tweet che il suo lanciafiamme rispetta le leggi e che non produce una fiamma così lunga: “Sarei molto più spaventato da un coltello da bistecca”, ha scritto.

Miguel Santiago, rappresentante dei Democratici nell’Assemblea generale della California, la pensa diversamente e ha detto di volere introdurre nuove regole per impedire che Boring Company venda i suoi lanciafiamme, per lo meno nel suo stato. Santiago ha spiegato che lo stato della California e la città di Los Angeles si sono affidate all’azienda di Musk per ridurre il problema del traffico, con la costruzione di nuovi tunnel e dei suoi sistemi sperimentali per il trasporto automatico dei veicoli nel sottosuolo ad alta velocità: “Questa deviazione [dal piano principale] suona come uno schiaffo in faccia”. In un comunicato, Santiago riconosce le qualità e le capacità di Musk, ma mette in discussione la sua scelta chiedendosi quali conseguenze potrebbero esserci per la polizia e per i vigili del fuoco se i lanciafiamme finissero nelle mani sbagliate o di persone inesperte.

Nonostante il video, i tweet e la pagina per preordinare il lanciafiamme nello store online di Boring Company, in molti si stanno ancora chiedendo se Musk stia facendo sul serio o meno. In passato si è preso gioco di fan e giornalisti in diverse occasioni, facendo annunci che si sono poi rivelati battute. Il mese scorso annunciò di voler portare nello Spazio la sua Tesla Roadster, uno dei primi modelli costruiti dalla sua azienda; in seguito disse che era uno scherzo, poi però annunciò di essere serio e di volerla lanciare davvero come carico del suo Falcon Heavy, l’enorme razzo la cui partenza è in programma per i primi giorni di febbraio. Musk in questo periodo sta inoltre ricevendo critiche per i ritardi che si sono accumulati nella produzione della Model 3, la prima automobile elettrica di massa realizzata da Tesla. La domanda è molto alta, ma sembra improbabile che l’azienda riesca a produrre il mezzo milione di veicoli previsto per il 2018. La loro vendita dovrebbe essere comunque meno complicata di quella dei lanciafiamme, per lo meno in California.

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