Sebastian Piñera dopo i risultati delle presidenziali, Santiago, 17 dicembre 2017 (CLAUDIO REYES/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 18 dicembre 2017

In Cile è stato eletto un presidente di centrodestra

Il ricco Sebastián Piñera, già presidente dal 2010 al 2014, che non avrà però la maggioranza al Parlamento

Sebastian Piñera dopo i risultati delle presidenziali, Santiago, 17 dicembre 2017 (CLAUDIO REYES/AFP/Getty Images)

In Cile l’ex presidente Sebastián Piñera, che guida la coalizione di centrodestra Chile Vamos, ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali di domenica 17 dicembre: Piñera è stato quindi eletto alla presidenza con oltre il 54 per cento dei voti battendo il senatore Alejandro Guillier, a capo di una coalizione di centrosinistra, che ha ottenuto
il 43 per cento delle preferenze. Piñera, che ha 68 anni e che ha già governato il paese tra il 2010 e il 2014, prenderà il posto dall’attuale presidente socialista Michelle Bachelet il prossimo 11 marzo. In Cile i presidenti non possono essere eletti per due mandati consecutivi.

Al primo turno Piñera aveva ottenuto il 36,6 per cento dei voti, mentre l’elettorato di centrosinistra si era diviso tra Guillier (22,7 per cento) e Beatriz Sánchez (20,3 per cento), leader della coalizione di sinistra Frente Amplio che al ballottaggio aveva lasciato libertà di voto, facendo sapere però che alcuni suoi importanti membri, compresa Sánchez, avrebbero sostenuto Guillier. Il nuovo presidente non avrà comunque la maggioranza al Parlamento: le elezioni legislative, organizzate durante il primo turno e per la prima volta con un nuovo sistema elettorale, hanno portato a una situazione piuttosto frammentata. Ora ci sono più donne elette e il Frente Amplio (coalizione che si è formata circa un anno fa) è diventato il principale movimento di sinistra con una ventina di deputati e un senatore. Chile Vamos, il raggruppamento di Piñera, non potrà dunque contare sulla maggioranza né alla Camera né al Senato.

Piñera è figlio di un diplomatico, ha un dottorato in economia ad Harvard, è considerato un bravo e carismatico oratore ed è uno degli uomini più ricchi del paese, con un patrimonio stimato in più di due miliardi euro. Propone un classico programma di centrodestra, che parte dalla promessa di ridurre le tasse e ripristinare lo splendore del cosiddetto “modello cileno”: un messaggio che ha grande risonanza in un momento in cui l’attuale governo del paese, guidato dalla presidente di sinistra Michelle Bachelet, ha raggiunto il gradimento minimo degli elettori. Tra le altre cose, Piñera ha promesso di creare 600mila posti di lavoro. Piñera è considerato un moderato, e non una persona direttamente associata ai conservatori di estrema destra che hanno fatto parte della dittatura militare guidata da Augusto Pinochet che ha governato il Cile dal 1973 al 1990.

Il fallimento di Guillier è stato interpretato dagli osservatori come il segno della diffusa insoddisfazione nei confronti della presidente uscente. Negli ultimi quattro anni di governo di Bachelet, il Cile ha avuto una crescita economica più lenta che in tutti i precedenti quadrienni dagli anni Ottanta in poi. Il secondo mandato di Bachelet è stato complicato anche da uno scandalo di corruzione che ha coinvolto la sua famiglia, danneggiando irrimediabilmente la sua immagine pubblica. La vittoria di Piñera – che nel 2010 divenne il primo presidente non di sinistra dai tempi del ritorno della democrazia nel paese – ha seguito i successi in altri paesi sudamericani di governi conservatori.

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