• Mondo
  • giovedì 30 novembre 2017

Secondo un’inchiesta del Daily Beast, un’operazione militare dell’esercito americano in Somalia ha causato la morte di 10 civili

Secondo un’inchiesta del giornale online Daily Beast, un’operazione congiunta dell’esercito somalo e di quello statunitense compiuta in Somalia il 25 agosto scorso ha causato la morte di dieci civili. L’esercito statunitense ha smentito di avere ucciso dei civili. Per il momento nessun altro grande giornale americano ha ripreso le accuse del Daily Beast.

Secondo la ricostruzione del Daily Beast i soldati americani e somali hanno attaccato un clan che vive a sud di Bariire, una città somala per diverso tempo controllata dal gruppo terrorista al Shabaab, scambiandolo per un gruppo di miliziani. Il sospetto del clan attaccato è che un traduttore impiegato dagli americani li abbia indotti a credere che fossero dei terroristi, perché sua moglie fa parte di un clan rivale. Fra le altre possibili cause dell’attacco il Daily Beast cita anche le scarse capacità di un comandante somalo – che in passato aveva fatto parte di al Shabaab – a cui il clan attaccato si era rivolto più volte per fargli capire che non fossero affiliati ad al Shabaab.

La dinamica dell’attacco non è chiara, e non viene citata nell’articolo. Il Daily Beast dice di aver visto che i proiettili sparati durante l’operazione appartengono ad armi americane, cosa che lascia pensare che siano stati i soldati americani a sparare. Il 29 novembre, poco prima che il Daily Beast pubblicasse il suo articolo, l’esercito americano ha diffuso un comunicato in cui spiega di aver condotto un’indagine sull’attacco, e di aver concluso che sono stati uccisi solamente «miliziani nemici armati».

Secondo il Daily Beast, invece, un’indagine dell’esercito somalo avrebbe scoperto che i morti erano civili, e che gli americani hanno fatto pressioni per insabbiare il caso. Sembra inoltre che il governo somalo abbia pagato fra i 60mila e i 70mila dollari alle famiglie delle persone uccise: secondo una delle fonti, i soldi sono arrivati dal governo americano.

(MOHAMED ABDIWAHAB/AFP/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.