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  • mercoledì 11 ottobre 2017

L’attore Terry Crews dice di essere stato molestato da un dirigente di Hollywood

Lo ha raccontato su Twitter senza fare il nome dell'aggressore, spiegando che Harvey Weinstein non è l'unico colpevole a Hollywood

Terry Crews, attore statunitense famoso per il ruolo di Hale Caesar nei film della saga di I mercenari – The Expendables ed ex giocatore di football americano, ha raccontato su Twitter di essere stato aggredito sessualmente da un «alto dirigente di Hollywood» un anno fa, ma di non averlo denunciato per paura di rappresaglie, di venire ostacolato nella sua carriera o di finire in carcere. Crews, che ha 49 anni, ha deciso di raccontare la sua storia dopo le recenti accuse di molestie sessuali emerse contro Harvey Weinstein, uno dei più potenti produttori di Hollywood, fondatore della Miramax e poi della società che porta il suo nome (da cui è stato licenziato in seguito allo scandalo).

Crews ha detto di comprendere le persone che in questi anni non hanno denunciato Weinstein e ha ricordato che non è l’unico colpevole nel mondo di Hollywood. La sua testimonianza è importante anche perché ribalta gli stereotipi: Crews è un omone grosso e muscoloso che inaspettatamente si ritrova vittima di una molestia sessuale.

Questo è il racconto di Crews su Twitter:

«Tutta questa storia di Harvey Weinstein mi ha fatto venire il disturbo post traumatico da stress. Perché? Perché a me è successa la stessa cosa. L’anno scorso io e mia moglie ci trovavamo nell’ufficio di un importante dirigente di Hollywood, che a un certo punto mi si avvicinò e afferrò le mie parti intime».

«Mi allontanai e dissi “Che stai facendo?”. Mia moglie vide tutto, lo guardavamo come fosse matto. Lui si limitava a sorridere come un coglione. Stavo per fargli il culo ma poi ci pensai due volte, visto come sarebbe sembrata tutta la faccenda. “Uomo nero enorme pesta un pezzo grosso di Hollywood”, avrebbero titolato i giornali il giorno dopo. Probabilmente non li avrei potuti leggere perché sarei stato in prigione. Così ce ne andammo. Quella notte e il giorno dopo raccontai a tutti quelli che conoscevo cos’era successo. Il giorno dopo lui mi chiamò scusandosi ma non spiegò mai perché lo aveva fatto. Decisi di non fare niente perché non volevo essere ostracizzato, visto che l’aggressore ha potere e influenza. Lasciai perdere. E capisco perché così tante donne a cui capita questa cosa facciano lo stesso».

«Chi ti crederà mai? (Pochi) Che ripercussioni ci saranno? (Molte) Vuoi continuare a lavorare? (Sì) Sei pronto a essere ostracizzato? (No). Amo quello che faccio. Ma è un peccato e il culmine della delusione quando qualcuno cerca di approfittarne. Lui sa chi è. Ma a volte devi aspettare e confrontarti con le altre vittime per ritrovare una posizione di forza.

Capisco e sono vicino a quelli che sono rimasti in silenzio. Ma Harvey Weinstein non è l’unico colpevole. Hollywood non è l’unico posto dove accadono cose simili, e alle vittime di questo comportamento dico: non siete sole. Spero che raccontare la mia storia scoraggi un potenziale molestatore e incoraggi invece qualcuno che si sente senza speranza».

Prima di iniziare una carriera nel cinema, Crews ha giocato in importanti squadre di football americano come i Los Angeles Rams, i San Diego Chargers e i Washington Redskins. Cominciò a recitare nei primi anni Duemila, quasi sempre nella parte dell’uomo duro che finisce per ammettere le proprie debolezze, come fa in White Chicks e in Cambia la tua vita con un click. Nel 2004 è comparso nel video Down, l’anno successivo ha recitato nella serie tv Tutti odiano Chris nel ruolo del padre del comico e protagonista Chris Rock; nel 2010 ha recitato nel primo film dei Mercenari e poi è comparso in tutti i sequel della serie; dal 2013 recita nella sitcom Brooklyn Nine-Nine, che ha vinto un Golden Globe. Crews ha anche girato alcuni spot per Old Spice, un’azienda di deodoranti, bagnoschiuma, saponi e rasoi, che giocano, con toni scherzosi, sull’idea di virilità e potenza.

Terry Crews a un'iniziativa dedicata all'istruzione a Santa Monica, in California, nel 2011 (Christopher Polk/Getty Images For EIF)