Domani inizia un digiuno di insegnanti e parlamentari per la legge sullo ius soli

Un uomo e una donna assistono dalla tribuna del Senato ai lavori in merito al disegno di legge sullo Ius soli, il 15 giugno 2017 a Roma
(ANSA/GIUSEPPE LAMI)
Un uomo e una donna assistono dalla tribuna del Senato ai lavori in merito al disegno di legge sullo Ius soli, il 15 giugno 2017 a Roma (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

A partire da un appello di insegnanti ed educatori a favore dell’approvazione di una legge sullo ius soli, giovedì 5 ottobre inizieranno una serie di digiuni a cui parteciperanno anche diversi parlamentari e il ministro Delrio. L’appello degli insegnanti si può sottoscrivere qui e si spiega così:

Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800.000 bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro. Se nati qui, dovranno attendere fino a 18 anni senza nemmeno avere la certezza di diventarci, se arrivati qui da piccoli (e sono poco meno della metà) non avranno attualmente la possibilità di godere di uguali diritti nel nostro paese.
Ci troviamo così nella condizione paradossale di doverli educare alla “cittadinanza e costituzione”, seguendo le Indicazioni nazionali per il curricolo – che sono legge dello stato – sapendo bene che molti di loro non avranno né cittadinanza né diritto di voto.
Questo stato di cose è intollerabile.

Alla prima giornata di protesta indetta per il 3 ottobre – giornata della memoria per le vittime dell’immigrazione – avevano aderito anche alcuni parlamentari, tra cui Luigi Manconi, che hanno promosso la campagna tra i politici e hanno ottenuto l’adesione di Delrio e anche dei sottosegretari Della Vedova e Rughetti. Un gruppo di Facebook ospita adesioni e discussione sulla protesta.