• Scienza
  • giovedì 28 settembre 2017

I dinosauri erbivori erano vegetariani fino a un certo punto

Mangiavano gli antenati dei nostri crostacei, quando avevano bisogno di più proteine e calcio: i ricercatori lo hanno scoperto analizzando la loro cacca fossile

I dinosauri erbivori talvolta lasciavano perdere le abbondanti e rigogliose piante di cui si nutrivano per mangiare gli antenati dei nostri odierni gamberetti e granchi. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori guidato dalla paleontologa Karen Chin (Università del Colorado), analizzando i resti fossili degli escrementi di alcuni dinosauri vissuti circa 75 milioni di anni fa. La temporanea interruzione della dieta vegetariana consentiva di assumere sostanze nutritive, come proteine e calcio, importanti nel periodo della posa delle uova. I dinosauri vengono spesso associati allo stereotipo di spietati e feroci animali carnivori, ma ne esistevano migliaia di specie molto più mansuete e che si cibavano di piante.

Ricostruire la dieta di animali vissuti decine di milioni di anni fa non è semplice e, a seconda dei casi, per farlo ci si deve basare su prove dirette o indirette. In passato i paleontologi hanno trovato fossili di dinosauri morti mentre si stavano nutrendo, quindi con il cibo fossilizzato nel loro apparato digestivo. Un’altra preziosa fonte di informazioni è lo sterco dei dinosauri, ma trovarne reperti fossili è molto raro. Gli escrementi tendono a fermentare, decomporsi ed essere assorbiti rapidamente dal suolo, soprattutto nel caso di quelli prodotti dagli animali erbivori e costituiti per lo più da fibre. I coproliti (dalle parole greche kopros, cioè sterco, e lithos, pietra) che si conservano meglio sono quelli dei carnivori, perché costituiti dai minerali delle ossa delle prede che i dinosauri trituravano con i loro denti.

Chin ha una notevole esperienza con i coproliti: già una decina di anni fa pubblicò una ricerca dove spiegava di avere trovato schegge di legno all’interno di alcuni reperti databili tra gli 80 e i 74 milioni di anni fa, trovati in una formazione rocciosa nel Montana (Stati Uniti). Ipotizzò che i dinosauri erbivori masticassero il legno alla ricerca di insetti e altri piccoli organismi con cui integrare la loro dieta, ma non c’erano molte prove per sostenere la sua ipotesi.

Nel 2013, nell’ambito di una nuova spedizione di ricerca nello Utah meridionale, Chin ha trovato numerosi altri coproliti. Oltre alle solite schegge di legno, ha notato la presenza di strane strutture arrotolate su di loro. Un’analisi al microscopio ha rivelato una notevole somiglianza con le zampe e l’esoscheletro dei crostacei. Altri ricercatori consultati da Chin hanno confermato le sue ipotesi: nei coproliti c’erano pezzetti di crostacei.

Un frammento di coprolite e, in nero, le tracce dei crostacei.

75 milioni di anni fa, gli Stati Uniti avevano geografia e clima diversi dagli attuali. La zona dello Utah meridionale era acquitrinosa con un clima subtropicale, paragonabile a quello odierno della costa del Texas, oltre 1.600 chilometri più a sud. È probabile che alcune specie di adrosauridi, che vivevano in grandi branchi che pascolavano nelle pianure, si avvicinassero alle aree costiere per integrare la loro dieta con i crostacei che abbondavano in quel clima, soprattutto nelle acque basse e nei pressi delle piante acquatiche.

Chin e colleghi scrivono nella loro ricerca pubblicata su Scientific Reports che molte specie di uccelli quasi esclusivamente erbivore integrano comunque la loro dieta con insetti, o altre fonti di proteine, quando hanno bisogno di più energie e di calcio per deporre le uova. Un adrosauro raggiungeva in media i 6 metri di lunghezza, quindi aveva bisogno di molte proteine ed è probabile che le trovasse mangiando grandi quantità di crostacei.

La ricerca di Chin è stata accolta con molto interesse tra i paleontologi, che invitano comunque a essere un po’ più cauti sulle conclusioni. Jordan Mallon, del Canadian Museum of Nature di Ottawa, dice che probabilmente gli adrosauri mangiavano casualmente i crostacei mentre si nutrivano di piante, senza cercarli espressamente.

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