Buffon non è contento del VAR

Dopo Juventus-Genoa di ieri ha detto che gli arbitri lo stanno usando troppo spesso, fermando il gioco anche quando non è necessario

ANSA/SIMONE ARVEDA

Il capitano della Juventus e della Nazionale Gianluigi Buffon si è lamentato del VAR – la cosiddetta “moviola in campo”, introdotta all’inizio di questa stagione di Serie A – in diverse interviste dopo la partita fra Genoa e Juventus, uno degli anticipi della seconda giornata. Buffon si è lamentato soprattutto delle eccessive interruzioni di gioco – «se ne sta facendo un uno spropositato, un uso sbagliato» – e parlando con Sky ha detto:

«Mi sembra di giocare a pallanuoto: ogni volta che [si] toccano l’arbitro ferma. È un qualcosa di molto brutto, perché perdi veramente il feeling con l’azione, con il sentimento che si crea intorno al campo, spezzi tutto. Secondo me è veramente molto brutto»

Buffon ha spiegato meglio la sua posizione in una intervista a Juventus TV:

«Secondo me [con la VAR] si perdono due cose: la valutazione della bravura dell’arbitro, e la sensibilità che ha un arbitro nel gestire una gara, perché ogni contatto in area non significa che sia rigore. È chiaro che se poi uno vede la fredda immagine vedendo il contatto può fischiare. Ma secondo me la bravura dell’arbitro è proprio avere la sensibilità nel capire se è un contatto realmente lesivo o meno. In questo momento per ogni protesta loro si avvalgono di questo aiuto»

– leggi anche: Come funziona il VAR

Nelle prime partite di campionato il VAR è stato utilizzato senza grandi lamentele da parte di allenatori e giocatori, che hanno detto di aver tollerato i rallentamenti al gioco che ha causato in alcune situazioni; ma l’opinione di Buffon è notevole anche per la sua autorevolezza nell’ambiente del calcio italiano. Buffon ha concluso i suoi ragionamenti ipotizzando che in questa stagione a causa del VAR potrebbero essere assegnati molti più rigori del solito: «se l’anno scorso abbiamo avuto 3 rigori a favore», ha detto Buffon a Juventus TV proposito della Juventus, «vuol dire che quest’anno arriveremo a 55».

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