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Piovono pesci

A La Unión, in Honduras, gli abitanti raccontano di piogge miracolose che lasciano per strada centinaia di pesci, ma ci sono spiegazioni più razionali

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La Unión è una piccola area urbana nella periferia di Yoro, città dell’Honduras centrale a circa quattro ore di automobile dalla capitale Tegucigalpa. È una zona molto povera dove mancano lavoro e opportunità per i suoi abitanti, stipati in casette di mattoni di fango, che vivono per lo più dei raccolti dei loro piccoli campi agricoli, in cui coltivano mais e fagioli. La Unión non ha nulla di diverso da molte altre aree abitate dell’Honduras o di altri paesi dell’America Centrale, eppure una volta l’anno tra primavera ed estate i suoi abitanti dicono di assistere a un fenomeno misterioso e secondo loro inspiegabile: piovono pesci.

La dinamica descritta è più o meno sempre la stessa: il cielo si rannuvola, arrivano i primi fulmini e tuoni, accompagnati da una pioggia torrenziale che induce a starsene in casa al riparo e aspettare che passi. Quando torna il sereno, gli abitanti di La Unión escono e trovano in terra centinaia di piccoli pesci. Con secchielli, bacinelle e altri recipienti passano le ore successive a raccogliere i pesci piovuti dal cielo, che vengono poi usati per preparare ricchi banchetti. In un’area così povera, per molti abitanti è l’unica occasione di mangiare pesce in tutto l’anno, come racconta il New York Times.

La “lluvia de peces” (“pioggia di pesci” in spagnolo) avviene da oltre un secolo nella zona di Yoro e nessuno è riuscito a spiegarla scientificamente, anche perché è difficile osservarla direttamente e raccogliere prove sufficienti per confermarne l’esistenza e le cause naturali: avviene in un periodo imprecisato dell’anno, in una zona poco accessibile e con diverse variabili. L’area stessa in cui piovono i pesci è cambiata nel corso del tempo: a La Unión, per esempio, è iniziato a succedere negli ultimi dieci anni, mentre prima si verificava in altri punti di Yoro.

Non trovando o volendo trovare spiegazioni razionali, molti abitanti attribuiscono alla pioggia dei pesci una causa miracolosa. Pensano che derivi tutto dalle preghiere di Manuel de Jesús Subirana, un missionario cattolico spagnolo attivo in Honduras nella metà dell’Ottocento. Notando l’estrema povertà in cui vivevano gli abitanti di Yoro, chiese a Dio di provvedere per risolvere i loro problemi di fame. Secondo la credenza popolare, pochi giorni dopo le sue implorazioni iniziarono a piovere pesci che misero fine alla carestia. Ancora oggi le spoglie di Subirana, mantenute nella principale chiesa cattolica di Yoro, sono venerate dalla popolazione, che prega per rinnovare ogni anno quello che ritiene essere un miracolo.

La “lluvia de peces” ha incuriosito ricercatori e scienziati locali, che hanno provato a dare una spiegazione più plausibile e soprattutto razionale del fenomeno. Le ricerche sul tema non sono molte e alcune sono state condotte a livello amatoriale, come avviene spesso in questi casi, quindi non c’è un’assoluta certezza su cosa porti alla pioggia di pesci. Una teoria è che le repentine e intense piogge portino alcuni corsi d’acqua sotterranei a gonfiarsi, spingendoli in superficie con i pesci che solitamente ci sguazzano dentro. Quando le acque si ritirano dopo la pioggia, decine di pesci restano a secco sul suolo, e chi li vede conclude che siano piovuti in qualche modo dal cielo insieme all’acquazzone.

Altri ipotizzano che i pesci siano effettivamente risucchiati in aria da trombe d’acqua, fenomeni atmosferici simili alle trombe d’aria, che si sviluppano sopra a specchi e corsi d’acqua. I piccoli pesci finiti in aria sarebbero poi spinti dalle raffiche di vento, fino a ricadere per le strade di La Unión. Questa spiegazione è ritenuta plausibile da diversi esperti, ma non spiega perché il fenomeno si verifichi solo nella zona di Yoro e con una simile frequenza.

Il basso livello d’istruzione e il forte legame della comunità con la religione hanno frenato la ricerca di una risposta razionale alla pioggia dei pesci. Semplicemente gli abitanti di La Unión non sono interessati a sapere come si riempiano le loro strade di pesci: credono in un evento miracoloso che si ripete da più di un secolo e tanto basta. Il fenomeno stesso e la sua estensione non sono chiari e i racconti variano molto a seconda delle fonti, tanto che alcuni mettono persino in dubbio che davvero in un momento imprecisato tra primavera ed estate cadano i pesci, ogni anno. Senza contare che a oggi nessuno ha mai visto con sicurezza un pesce piovere dal cielo.

La “lluvia de peces” da quasi 20 anni viene ricordata in una grande festa, organizzata dalla comunità di Yoro subito dopo le prime piogge estive. I festeggiamenti comprendono banchetti, canti, danze e una parata per la città simile a quelle organizzate per il carnevale. L’evento riguarda più che altro gli abitanti della zona e non ha una particolare portata turistica: serve per ricordare e in un certo senso propiziare la pioggia dei pesci.

Il caso di Yoro non è comunque isolato: in altre parti del mondo si festeggiano avvenimenti analoghi, legati alla pioggia di qualche animale, non necessariamente pesci. Le piogge di animali furono segnalate già ai tempi dell’antica Roma, e fanno parte dei miti e della letteratura di molte popolazioni. Tra i primi a tentare una spiegazione scientifica del fenomeno ci fu il fisico francese André-Marie Ampère tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento. Ampère ipotizzò che le piogge di rane e rospi, segnalate con una certa frequenza in Francia, fossero dovute ai forti venti e alle tempeste che sollevano questi animali relativamente leggeri, facendo compiere loro chilometri di distanza in poco tempo. In molti casi gli animali sopravvivono all’evento, in altri casi muoiono durante l’impatto al suolo.

Nei decenni successivi sono state formulate diverse altre teorie sulle piogge di animali, che di solito riguardano esseri viventi di piccola taglia. Una classica tromba d’acqua non è ritenuta forte a sufficienza per sollevare qualcosa dall’acqua, ma si teorizza invece che un tornado che passa sopra un fiume o un lago possa in effetti risucchiare nel suo vortice pesci o rane, trasportandoli per lunghe distanze prima di rifarli piombare a terra.