Una bella giornata del 1913, come quella all'inizio di "L'uomo senza qualità", anche se non a Vienna (Hulton Archive/Getty Images)
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  • sabato 15 Aprile 2017

Come si descrive una bella giornata

Lo ha fatto Robert Musil, morto oggi 75 anni fa, nel suo romanzo più famoso ma rimasto incompiuto, "L'uomo senza qualità"

Una bella giornata del 1913, come quella all'inizio di "L'uomo senza qualità", anche se non a Vienna (Hulton Archive/Getty Images)

Sull’Atlantico gravava un’area di bassa pressione che, muovendosi verso oriente incontro a quella di alta pressione dislocata sulla Russia, non manifestava ancora alcuna tendenza a spostarsi verso nord per scansarla. Le isotere e le isoterme facevano il loro dovere. La temperatura dell’aria era nella norma rispetto alla temperatura media annua, rispetto a quella del mese più freddo come a quella del mese più caldo e all’oscillazione mensile aperiodica della temperatura. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi lunari, quelle di Venere, dell’anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni rispettavano le previsioni degli annuari di astronomia. Nell’aria il vapor acqueo possedeva la massima elasticità e l’umidità era scarsa. Ovvero, con un’espressione che, quantunque un po’ fuori moda, caratterizza benissimo questo insieme di fatti: era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913.

L’incipit di L’uomo senza qualità di Robert Musil, nella traduzione di Ada Vigliani Boggiero per Mondadori