Un soldato su un convoglio militare a Culiacan, nello stato messicano di Sinaloa, il primo ottobre 2016 (AP Photo/Rashide Frias)
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  • sabato 15 Aprile 2017

In Messico i narcos hanno lanciato tre cadaveri da un elicottero

Sembra la scena di un film, nello stato di Sinaloa, dove la guerra per il controllo della zona tra gang rivali sta tornando ai livelli di qualche anno fa

di Joshua Partlow – The Washington Post
Un soldato su un convoglio militare a Culiacan, nello stato messicano di Sinaloa, il primo ottobre 2016 (AP Photo/Rashide Frias)

In Messico la guerra alla droga è arrivata in cielo. Anche per gli standard macabri dei trafficanti messicani, i recenti bizzarri eventi sembrano aver portato il conflitto a nuovi livelli. Intorno all’alba di un giorno di questa settimana da un aereo a bassa quota che sorvolava la zona di Eldorado, nello stato costiero di Sinaloa – il vecchio territorio del signore della droga Joaquín “El Chapo” Guzmán – sono stati gettati dei cadaveri. Secondo le ricostruzioni di alcuni giornali messicani nella zona si sono schiantati tre corpi, uno dei quali sul tetto di una clinica pubblica locale. Il cadavere, semi vestito, riportava segni di tortura e aveva un sacchetto in testa, ha riportato l’agenzia di stampa Milenio. «È un uomo, non sappiamo altro», ha detto Antonio Garcia, portavoce del Mexican Institute of Social Security, che gestisce la clinica, «l’impatto della caduta rende più difficile identificare lui o le lesioni che ha subìto». «Non ricordo niente di simile prima d’ora», ha aggiunto Garcia. Sulla posizione in cui sono caduti gli altri corpi circolano invece versioni contrastanti.

Eldorado si trova a sud di Culiacan, la capitale dello stato di Sinaloa. Dall’arresto di Guzmán, l’anno scorso, e dalla sua successiva estradizione di gennaio a New York – dove dovrà rispondere di accuse legate al traffico di droga – nello stato sono aumentate le violenze. I cartelli rivali si stanno contendendo il controllo di Sinaloa e di molti altri stati messicani. Di recente circa 900 soldati messicani sono stati inviati nella zona per cercare di ristabilire la sicurezza.

Due giorni prima della caduta dei cadaveri, un elicottero aveva distribuito centinaia di quelli che sono stati definiti “volantini dei narcos” su una zona periferica a est di Città del Messico. L’insolita iniziativa di propaganda era stata filmata con i cellulari, che mostravano i volantini svolazzare sopra le strade di Texcoco, mentre l’elicottero passava sopra la zona. I volantini, distribuiti durante un popolare festival nella città e indirizzati a «Oso, Tito, Beny e tutta la vostra banda», chiedevano di mettere fine alle estorsioni, ai rapimenti e al nepotismo nel governo. Erano firmati dalla “Familia Unida”, che secondo ricostruzioni locali sarebbe un’organizzazione criminale. Stando ad alcuni giornali messicani i destinatari dei volantini erano membri di un altro gruppo criminale. Un funzionario dello stato ha detto che le autorità stavano indagando sull’episodio.

In Messico la violenza legata alla guerra alla droga è in aumento. Negli ultimi due anni il numero degli omicidi è salito, avvicinandosi ai livelli di violenze registrati nel 2011, all’apice del conflitto.

© 2017 – The Washington Post