Steve Bannon. (AP Photo/Andrew Harnik)
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  • mercoledì 5 Aprile 2017

Donald Trump ha tolto un po’ di potere a Steve Bannon

Il più importante e controverso consigliere del presidente americano è stato rimosso dal Consiglio per la sicurezza nazionale

Steve Bannon. (AP Photo/Andrew Harnik)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rimosso il suo consigliere più influente e controverso, Steve Bannon, dal Consiglio per la sicurezza nazionale, un organo interno alla Casa Bianca che si occupa di consigliare il presidente sulle questioni di sicurezza nazionale. Bannon rimane alto consigliere della Casa Bianca ed è una persona di cui Trump si fida particolarmente: è considerato l'”ideologo” della sua amministrazione, la persona che ha contribuito di più a consolidare idee e progetti protezionisti e nazionalisti, riassunti dallo slogan “America First”. La sua rimozione dal Consiglio per la sicurezza nazionale, però, in qualche modo ridimensiona il suo ruolo e, come ha scritto CNN, «suggerisce un cambiamento potenzialmente significativo negli equilibri di potere tra i quattro principali consiglieri di Trump».

La nomina di Bannon al Consiglio per la sicurezza nazionale era stata da subito molto criticata e controversa: un po’ perché è insolito nominare un consigliere politico in un organo composto quasi esclusivamente da esperti del settore ed ex militari, un po’ perché Bannon ha idee particolarmente estremiste. Bannon ha quasi 63 anni, ha lavorato per Goldman Sachs, ha cofondato un centro di studi di orientamento conservatore e nel 2012 è diventato presidente esecutivo di Breitbart News, forse il più importante sito di estrema destra americano, che è un punto di riferimento soprattutto per l’“alt-right”, cioè il movimento di estrema destra che ha costituito un’importante base elettorale per Trump, e che comprende soprattutto giovani bianchi che vedono multiculturalismo e immigrazione come gravi minacce per gli Stati Uniti.

Breitbart, che è sempre stato un sito dai toni allarmistici e con contenuti estremisti, durante la gestione di Bannon ha pubblicato articoli che, per esempio, definivano l’editorialista conservatore Bill Kristol un “traditore ebreo”, o che sostenevano fin dal titolo che “La soluzione per gli abusi online è semplice: le donne dovrebbero disconnettersi” o che “Non c’è nessun pregiudizio contro le donne nella tecnologia: fanno solo schifo ai colloqui di lavoro”. In altri casi, il sito ha parlato di “cultura dello stupro musulmana” o ha celebrato la bandiera confederata poco dopo la sparatoria nella chiesa di Charleston, o ha definito la deputata Democratica Gabby Giffords, a cui spararono in testa nel 2011, lo “scudo umano della campagna per il controllo delle armi”.

In quanto alto consigliere e chief strategist, Bannon continuerà ad avere un ruolo importante alla Casa Bianca: ma la sua rimozione dal Consiglio potrebbe avere a che fare – oltre che alla nota autonomia del nuovo capo del Consiglio, il generale McMaster, che ha sostituito Michael Flynn – con un fastidio di Donald Trump per le attenzioni che lo stesso Bannon attira e per il fallimento della linea dura promossa da Bannon sulla riforma sanitaria. Gli altri tre importanti consiglieri di Donald Trump – il capo dello staff Reince Priebus, suo genero Jared Kushner e la consulente Kellyanne Conway – sono tutti più pragmatici e meno estremisti di Bannon. La Casa Bianca ha detto che la nomina di Bannon al Consiglio era sempre stata considerata temporanea e la rimozione si deve al fatto che il suo incarico in quell’organo è concluso.