Il cinema e gli scacchi non vanno d’accordo

Perché ogni volta che vedete una partita a scacchi in una scena di un film, uno scacchista si mette le mani nei capelli

Ci sono cose che il cinema racconta spesso, perché sono particolarmente “cinematografiche” o utili a spiegare qualcosa: la boxe, per esempio, viene bene al cinema, perché il ring è un contesto chiuso, c’è un chiaro scontro uno-contro-uno ed è facile chiedere a due attori di fingersi pugili. Un’altra cosa che si vede in molti film è una partita a scacchi. Un’intera partita a scacchi potrebbe essere noiosa, ma far vedere due che ci giocano può creare in poco tempo simbolismi e metafore, rendendo chiara ed evidente una sfida simile a quella della boxe, anche se intellettuale.

Tra i film che hanno mostrato partite a scacchi ci sono, tra gli altri, 2001: Odissea nello Spazio e Il settimo sigillo: un film del 1957 di Ingmar Bergman, considerato uno dei migliori di sempre, da studiare e guardare con riverenza. Solo che, come ha scritto Cara Giaimo su Atlas Obscura, in quel film – che parla di una partita a scacchi tra un uomo e la Morte – c’è un grave errore di cui si accorge chiunque se ne intenda di scacchi. Si vede per esempio in questa scena:

Il problema è nella scacchiera e in come i pezzi ci sono disposti sopra: la scacchiera è messa male, al contrario. Il quadrato in basso a destra (uno dei 64 che compongono la scacchiera), davanti a ognuno dei due giocatori dovrebbe essere bianco (o comunque chiaro), invece è nero. Non è una regola che cambia il gioco, ma è una premessa che conosce chiunque giochi a scacchi: la casa (così si chiama ognuno dei 64 quadrati) in basso a destra deve essere chiara. Un po’ come se vedendo la finale di Champions League doveste accorgervi che manca il cerchio di centrocampo: la partita si potrebbe giocare ugualmente e il risultato non ne sarebbe influenzato, ma sarebbe evidente da subito che c’è qualcosa di sbagliato.

L’errore in Il settimo sigillio – un film che agli scacchi dà grandissima importanza – è piuttosto evidente, ma nella storia degli scacchi nei film e nelle serie tv ce ne sono molti altri. Succede in ogni campo che gli esperti di qualcosa abbiano da ridire quando un film parla di quel qualcosa al grande pubblico (alcuni biologi marini hanno detto che gli squali-zombie del nuovo Pirati dei Caraibi non sono per niente credibili, per esempio), ma Giaimo ha scritto che nel caso degli scacchi «non si tratta di lamentele occasionali» e che gli scacchisti vedono errori «oltraggiosi e demoralizzanti».

Il tedesco Ilja Zaragatski – grande Maestro di scacchi (il più alto riconoscimento per uno scacchista) – ha detto a Giaimo che «ci sono così tanti errori che si fa fatica a contarli tutti, e che ne continuano ad arrivare di nuovi». Il più comune nei film è proprio quello che riguarda la casa nera in basso a destra al posto di quella bianca. Poi, di conseguenza, c’è quello che riguarda la posizione di re e regina: quella nera deve stare sul nero e quella bianca deve stare sul bianco. Per spiegare questa cosa ai bambini che imparano a giocare a scacchi si dice che le scarpe devono essere dello stesso colore del vestito. Tra i film che fanno questi errori preliminari, che si vedono ancor prima che inizi la partita, ci sono: Blade Runner, A 007, dalla Russia con amore e Le ali della libertà. 

Un altro problema è invece quello del gran colpo di scena, con un cinematografico «scacco matto!» che arriva dal nulla, inatteso e sorprendente, magari dopo che un passante si avvicina alla scacchiera e vede la mossa da scacco matto. Alcuni si vedono qui, in questo famoso montaggio di scacchi matti del cinema.

Come ha scritto Giamo, «lo si può capire da un punto di vista della drammatizzazione o della costruzione del personaggio, ma non è per niente realistico». Mike Klein, che scrive di scacchi su Chess, ha detto: «Due normali scacchisti non sono mai sorpresi quando c’è uno scacco matto. È come se una squadra facesse gol sullo zero a zero e i giocatori dell’altra squadra se ne accorgessero solo dopo aver visto il punteggio di uno-a-zero».

Un’altra cosa che potrebbe sconvolgervi, se gran parte di quello che sapete degli scacchi lo sapete grazie ai film, riguarda quella cosa che si fa quando ci si arrende, dopo essersi accorti che non c’è più modo di vincere e sarà solo una lunga agonia verso una certa sconfitta. «Far cadere il proprio re per arrendersi è una cosa che succede solo nei film», ha detto Peter Doggers, un altro che lavora per Chess: «Ormai è diventata una convenzione cinematografica, ma ogni volta che un vero scacchista vede questa cosa pensa solo “oh, no, ci risiamo”».

Ci sono poi errori di gioco, dovuti al montaggio: ok che negli scacchi ci sono tantissime diverse mosse e situazioni di gioco, ma non sono infinite. Ci sono certe disposizioni che semplicemente sono impossibili: una la si vede (ma ci vuole molta attenzione e il giusto screenshot) per esempio in Ritorno al Futuro – Parte III: la disposizione dei pezzi è impossibile perché ai bianchi mancano un alfiere e una torre che non c’è modo si siano spostati. Anche se, a ben vedere, la veridicità del tutto era da considerarsi già sospesa visto che la partita la stanno giocando Marty McFly e Copernico, un cane.

ritorno-al-futuro

Un articolo di un paio di anni fa di FiveThirtyEight aveva invece fatto spiegare al gran maestro Robert Hess una serie di partite di scacchi del cinema. Per esempio, quella giocata in Independence Day da David Levinson (il personaggio interpretato da Jeff Goldblum, che gioca con i bianchi) e da suo padre (che ha i neri ed è in grande vantaggio). Hess disse: «I bianchi sono spacciati, in svantaggio di una torre e un alfiere, sembra che tutto si sia messo per il peggio. Sembra che il bianco abbia rischiato tutto per uno scacco matto che non c’è stato, e ormai il nero ha la strada spianata».

scacchi(FiveThirtyEight)

Ma è un film, e dopo che il padre dice al figlio di fare in fretta, che altrimenti fa in tempo a decomporsi, il padre fa un paio di mosse che Hess definì «errori madornali» e il figlio arriva allo scacco matto. Tutto giusto, solo che altamente improbabile.

Sono invece decenni che gli esperti di scacchi discutono della scena di scacchi di 2001: Odissea nello Spazio, quella giocata da HAL e dall’astronauta Frank Poole. Ci sono due ipotesi: nella partita c’è un errore oppure nella partita non c’è nessun errore, perché Stanley Kubrick decise di far barare HAL per far capire la sua grande intelligenza.

Ci sono poi anche alcuni casi in cui gli scacchi nei film e nelle serie tv sono ben rappresentati, anche secondo quelli che se ne intendono. Per esempio un recente episodio dei Simpson, in cui c’è il campione del mondo Magnus Carlsene la partita a scacchi di Harry Potter e la pietra filosofale. In molti altri film ci sono però partite a scacchi piene di errori che, come ha scritto Giaimo, «mentre molta gente le vede e pensa che quel film sia intelligente perché parla di scacchi, un piccolo gruppo di persone li vede conoscendo la scomoda verità».