(JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)
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  • domenica 26 Marzo 2017

Cosa cambia con l’ora legale

È successo alle 2 di stanotte: è di nuovo quel giorno in cui alla mattina ci si arrabbia per aver dormito un'ora di meno e alla sera si è felici perché c'è ancora luce

(JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)

Con il passaggio all’ora legale avvenuto questa notte alle 2 abbiamo dovuto spostare gli orologi in avanti e dormito un’ora di meno. Lo svantaggio è compensato dal fatto che con l’ora legale questa sera farà buio un’ora più tardi: il cambio dell’ora serve infatti a risparmiare sull’energia grazie a un minore uso dell’illuminazione elettrica. L’ora legale rimpiazza l’ora solare, esiste in Italia dal 1916 e fu adottata mentre il paese era impegnato nella Prima guerra mondiale.

Perché c’è l’ora legale

L’invenzione dell’ora legale è spesso attribuita all’inventore statunitense Benjamin Franklin, che nel 1784 scrisse una lettera satirica pubblicata su un giornale di Parigi, nella quale suggeriva scherzosamente ai parigini di alzarsi più presto al mattino per sfruttare la luce solare e risparmiare sul costo delle candele. Abolita nel 1920, nei decenni successivi l’ora legale fu più volte introdotta, sospesa, abolita e di nuovo introdotta. Fu poi definitivamente ripristinata nel 1966, durante un periodo di crisi energetica in cui serviva sfruttare meglio la luce del Sole nel tardo pomeriggio e alla sera. Dal 1966 al 1980 l’ora legale restò in vigore per quattro mesi all’anno (da maggio a settembre). È dal 1981 che ha cominciato a essere introdotta l’ultima domenica di marzo. L’ultima modifica ai tempi dell’ora legale risale al 1996: da allora il passaggio dall’ora solare a quella legale avviene con uguali tempi (fusi orari a parte) e modalità tra tutti gli stati dell’Unione Europea.

Ancora vari e diversi sono invece i tempi e le regole dell’ora legale nel resto del mondo, e ci sono paesi in cui esiste solo l’ora solare, come la Russia, che dal 2014 ha abolito l’ora legale. Negli Stati Uniti l’ora legale – che lì è chiamata DST, Daylight Saving Time, “risparmio diurno di luce” – è in vigore dal 12 marzo.

Negli Stati Uniti, come in Italia e negli altri paesi che adottano questo sistema, ogni anno si discute sul fatto se l’ora legale sia davvero necessaria e se la sua adozione porti effettivamente a uno stato di stress temporaneo causato dal dormire un’ora di meno e dallo spostare i propri orari biologici. L’Atlantic due anni fa definiva il passaggio all’ora legale “dispendioso, inutile e persino pericoloso”. Nello stesso periodo ilWall Street Journal raccontava le conseguenze negative del “Daylight Saving Time per le relazioni sociali e la salute.