(ANSA/CLAUDIO PERI)

La prescrizione per uno stupro è «inaccettabile»

Lo ha detto Giovanni Legnini, vicepresidente del CSM, dopo che un uomo condannato in primo grado per stupro è stato prosciolto

(ANSA/CLAUDIO PERI)

In un’intervista a Radio Rai 1, Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, l’organo supremo di autogoverno dei magistrati, ha detto che il processo durato vent’anni al termine del quale un uomo accusato di aver stuprato una bambina di sette anni è stato prosciolto per prescrizione si è svolto in maniera «inaccettabile».

«Abbiamo subito qualificato la conduzione della vicenda processuale come inaccettabile: il nostro ordinamento contiene disposizioni precise in ordine alle priorità nella trattazione dei procedimenti e misure organizzative tali da poter evitare che processi per reati gravissimi, come quelli che riguardano quella vicenda, si prescrivano. Per altro in quell’ufficio giudiziario i tempi a disposizione per evitare l’esito estintivo del procedimento erano ampiamente sufficienti»

Legnini si riferisce a un processo terminato la scorsa settimana presso la Corte d’appello di Torino in cui un uomo era accusato di aver stuprato una bambina di 7 anni. Il processo è terminato quando il giudice Paola Dezani ha preso atto dell’avvenuta prescrizione del reato di stupro, perché erano passati 20 anni dal momento in cui era stato commesso il fatto. «Questo è un caso in cui bisogna chiedere scusa al popolo italiano», aveva detto Dezani durante la lettura della sentenza.

Il processo era iniziato nel 1997, in seguito alla denuncia dell’uomo, accusato di aver molestato la figlia della sua convivente. Nel 2007, dopo una serie di complicate vicende, il primo grado del processo si era concluso con una condanna a 12 anni. A quel punto, per arrivare al secondo grado, ci sono voluti altri dieci anni. Il processo è ricominciato soltanto nel 2016, quando il presidente della Corte d’appello di Torino si è accorto dell’enorme numero di procedimenti arretrati e ha deciso di redistribuire circa mille fascicoli tra le varie sezioni del tribunale. La prima udienza per il processo per stupro è stata fissata solo lunedì scorso e la giudice non ha potuto fare altro che constatare l’avvenuta prescrizione.

Legnini ha detto che il CSM ha immediatamente: «Avviato un accertamento per verificare cosa è accaduto e quali sono le ragioni che hanno determinato quella pronuncia per prescrizione: non esiteremo ad esercitare tutti i nostri poteri per fare in modo che queste vicende non abbiano più a verificarsi». Il processo oramai si è concluso, ma, dice Legnini, è possibile che i magistrati responsabili vengano puniti: «Abbiamo avviato un procedimento per l’accertamento eventuale di profili di incompatibilità ambientale e funzionale di chi si fosse reso responsabile di negligenze o di atti contrari ai propri doveri».

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