Il Fondo Monetario Internazionale tornerà in Grecia

C'è un accordo con i governi europei per alleggerire il grande debito greco, ma restano ancora molti dettagli da precisare prima di concedere al paese nuovi aiuti

(AP Photo/Thanassis Stavrakis)

In un incontro avvenuto il 20 febbraio, i rappresentanti dell’Eurogruppo – cioè i ministri delle Finanze dei paesi che adottano l’euro – si sono accordati con il Fondo Monetario Internazionale per mandare in Grecia una missione congiunta dopo un anno di interruzione. Potenzialmente è una buona notizia per la Grecia, perché potrebbe significare un alleggerimento del suo enorme debito pubblico (pari al 180 per cento del PIL, uno dei livelli più alti del mondo). In seguito ai rilievi di questa missione si deciderà se concedere alla Grecia una nuova tranche di aiuti da circa 7 miliardi di euro. Il ministro delle Finanze olandese e presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha detto che visto che la Grecia non ha debiti in scadenza fino a luglio, al momento non c’è urgenza di effettuare il pagamento.

Eurogruppo e FMI avevano interrotto la collaborazione nel corso del 2016. Da tempo l’FMI sostiene che il debito della Grecia sia diventato ormai insostenibile e chiede ai paesi europei, cioè ai principali creditori della Grecia, di alleggerirlo, dilazionando i pagamenti e riducendone gli interessi. In cambio chiede che il governo greco metta in pratica una serie di ulteriori riforme. I paesi europei riuniti nell’Eurogruppo, invece, preferiscono diminuire le richieste di riforme ma non cedere sul debito. Soprattutto quest’anno – in cui ci saranno molte elezioni, in Germania, Francia e Paesi Bassi, per esempio – per i governi sarebbe difficile spiegare ai propri cittadini perché ai greci siano stati dati dei soldi che non saranno mai restituiti.

Ma la collaborazione dell’FMI è ritenuta una garanzia fondamentale per proseguire con gli aiuti alla Grecia dai parlamenti di diversi paesi, come la Germania. Per questa ragione i membri dell’Eurogruppo sono stati in qualche misura costretti a trattare. L’anno scorso i creditori della Grecia avevano preso l’impegno ad alleggerire ulteriormente il debito; negli ultimi giorni le trattative sono proseguite ulteriormente, fino al punto in cui è stato deciso di inviare nuovamente una missione congiunta nel paese. Anche se sono stati fatti dei progressi, alcuni funzionari hanno comunque detto ai giornalisti che c’è ancora molto lavoro da fare prima di concludere le trattative.

Dal canto suo, il governo greco ha detto che non accetterà ulteriori tagli e misure di austerità oltre a quelle già concordate. Le richieste dei creditori dovranno essere accompagnate da altre che bilancino i nuovi tagli e ne rendano più facile l’approvazione del Parlamento greco, come l’abbassamento dell’IVA, delle tasse su piccole e medie imprese, della tassa sulla proprietà e un aumento della spesa sociale. Il governo greco, inoltre, chiede anche misure chiare che prevedano un alleggerimento del suo debito pubblico.

Quello attivo in Grecia al momento è il terzo programma di aiuti che Commissione europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea hanno concordato con il governo greco dall’inizio della crisi nel 2011. L’accordo era stato raggiunto nell’agosto del 2015 e prevede una serie di prestiti per un valore totale di 86 miliardi di euro, in cambio di varie riforme e misure di austerità fiscale.

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