La cantante ucraina Jamala dopo aver vinto l'Eurovision Song Contest 2016, a Stoccolma, il 14 maggio 2016 (Michael Campanella/Getty Images)
  • Cultura
  • giovedì 16 febbraio 2017

C’è maretta all’Eurofestival

Ventuno persone della commissione organizzativa si sono dimesse, i lavori sono bloccati da un po'

La cantante ucraina Jamala dopo aver vinto l'Eurovision Song Contest 2016, a Stoccolma, il 14 maggio 2016 (Michael Campanella/Getty Images)

In Ucraina ventuno persone che lavoravano nell’organizzazione dell’Eurovision Song Contest, il concorso musicale organizzato dall’Unione europea di radiodiffusione (EBU), si sono dimesse per protestare contro un cambiamento nella gestione della commissione curatrice del festival. L’Eurovision del 2017 si svolgerà a Kiev, in Ucraina, perché l’edizione dell’anno scorso è stata vinta dalla cantante ucraina Jamala con la canzone “1944”; dovrebbe tenersi dal 9 al 13 maggio. Le persone che si sono dimesse lo hanno fatto perché lo scorso dicembre è cambiato il capo dell’organizzazione del festival (quello nuovo si chiama Pavlo Hrytsak): in una lettera aperta pubblicata sul giornale Strana hanno detto che da allora sono stati «completamente bloccati» e non hanno potuto prendere alcuna decisione. Tra i dimissionari ci sono anche due produttori esecutivi.

Questo non è il primo problema relativo all’Eurovision Song Contest del 2017: negli scorsi mesi in Ucraina si era molto discusso per la decisione di svolgere la cerimonia di apertura del festival nel complesso della cattedrale di Santa Sofia di Kiev, una «blasfemia» per la Chiesa ortodossa. In particolare le autorità religiose ortodosse si sono lamentate perché nel complesso si trova la tomba del principe medievale Mstislav I di Kiev; quindi svolgere lì l’Eurovision Song Contest sarebbe come ballare sulla sua pietra tombale. Sempre a causa del festival, in particolare del fatto che secondo alcuni l’Ucraina non aveva i fondi necessari per organizzarlo, si era dimesso il capo della Nacional’na Telekompanija Ukraïny, Zurab Alasania. C’erano state anche delle polemiche sulla scelta della città che avrebbe ospitato il festival: prima che fosse scelta Kiev, la decisione era stata rimandata per tre volte e si era anche parlato di passare l’organizzazione del concorso alla Russia (paese attualmente in guerra con l’Ucraina).

L’EBU ha detto alla Nacional’na Telekompanija Ukraïny di non ritardare la realizzazione del concorso nonostante le dimissioni e i conseguenti problemi organizzativi. L’EBU ha anche detto di non poter commentare le questioni interne denunciate dalle persone che hanno dato le dimissioni, ma le ha ringraziate per il loro lavoro.

Cos’è l’Eurovision Song Contest

L’Eurovision Song, conosciuto in Italia anche con il nome di Eurofestival, è una gara di canzoni nata nel 1956 per decisione dell’EBU, che prese a modello il format del Festival di Sanremo (iniziato nel 1951) con lo scopo di consolidare l’ideale europeo attraverso un programma musicale. Nel 2017 l’Eurovision arriverà quindi alla 62esima edizione, ed è uno dei programmi più longevi della storia della televisione, oltre che uno dei più guardati. Viene organizzato ogni anno in un paese diverso: quello del vincitore dell’edizione precedente, a meno che questo non si rifiuti di farlo. Organizzare il festival è abbastanza costoso; nel 2010 la televisione norvegese NRK dovette rinunciare a trasmettere la Coppa del mondo FIFA perché non poteva permettersi di pagare anche per mandare in onda le partite del campionato.

Al festival, spesso caratterizzato da momenti molto kitsch, partecipano cantanti dei paesi aderenti all’EBU, che ha confini un po’ più larghi di quelli europei: comprende ad esempio anche Israele, la Turchia e il Maghreb. Ogni paese può scegliere il suo concorrente come preferisce, in Italia il posto è solitamente riservato al vincitore del festival di Sanremo, quindi a Francesco Gabbani quest’anno. Nel 2016, per il secondo anno consecutivo, ha partecipato all’Eurovision Song Contest anche un concorrente australiano, perché l’Australia è il paese extra-europeo dove l’Eurofestival ha gli ascolti più alti. Anche se in Italia non è molto popolare, il festival è uno dei programmi più visti non solo in Europa ma anche nel resto del mondo: viene trasmesso anche in Canada, in Argentina, in Brasile, in India e in Cina.

Come funziona

La formula del festival prevede due semifinali, in ciascuna delle quali si sfidano diciotto paesi, a cui segue una finale: alla finale accedono i primi dieci qualificati di ogni semifinale, a cui si aggiungono il concorrente del paese ospitante e quelli dei “Big 5”, cioè Italia, Francia Spagna, Regno Unito e Germania. Questi paesi accedono di diritto alla finale in quanto rappresentano le nazioni che contribuiscono di più a finanziare la EBU. Il vincitore viene scelto con il televoto e con il punteggio assegnato da una giuria composta dai rappresentanti di ogni paese che partecipa al concorso.

L’Italia ha partecipato al festival ininterrottamente dal 1956 al 1997 (vincendo nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Toto Cutugno), prima di interrompere la partecipazione fino al 2011: da allora la Rai ha deciso di partecipare all’Eurovision Song con il vincitore o comunque uno dei partecipanti al festival di Sanremo. Nel 2011 alla gara prese parte Raphael Gualazzi, seguito negli anni successivi da Nina Zilli, Marco Mengoni, Emma e Il Volo. L’anno scorso, dopo la rinuncia degli Stadio che avevano vinto a Sanremo, partecipò Francesca Michielin in quanto seconda classificata. Per l’edizione di quest’anno si sanno i nomi di nove concorrenti oltre a Gabbani:

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