Dele Alli in panchina con il Tottenham durante la partita di FA Cup contro l'Aston Villa (Dan Mullan/Getty Images)
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  • sabato 21 gennaio 2017

È ora di conoscere Dele Alli

A 19 anni è passato dalla terza serie inglese direttamente al Tottenham e in questa stagione sta giocando come pochi altri alla sua età

Dele Alli in panchina con il Tottenham durante la partita di FA Cup contro l'Aston Villa (Dan Mullan/Getty Images)

«Un giocatore alto, con un un profilo atletico abbastanza forte, padrone della trequarti avversaria, costantemente in controllo del gioco». «In fase di possesso detta i tempi delle azioni offensive del MK Dons, mostrando grande compostezza mentre ha la palla fra i piedi». Così nel 2014 veniva descritto Dele Alli, allora calciatore 18enne del MK Dons, squadra di terza divisione di una città giardino a nord di Londra. Dopo poco più di tre anni, Alli è considerato il più grande talento del calcio inglese, nonché l’uomo più importante del Tottenham di Mauricio Pochettino, una delle squadre più interessanti della Premier League. In questa stagione sta giocando benissimo una partita dopo l’altra, fornendo prestazioni di gran lunga superiori a quelle di molti suoi coetanei negli altri campionati europei. Da qualche settimana si parla anche di un interessamento nei suoi confronti di Barcellona e Real Madrid: insomma, di Alli si sta parlando molto e nei prossimi mesi ne sentiremo parlare sempre più spesso.

Alli, che ha origini nigeriane e il cui nome completo è Bamidele Jermaine Alli, è nato e cresciuto a Milton Keynes, città che fino a 13 anni fa non aveva una squadra professionistica. Poi, nel 2003, i dirigenti del Wimbledon FC, squadra fondata più di un secolo prima nell’omonimo quartiere della capitale inglese, spostarono il club a Milton Keynes, nel Buckinghamshire. Lì stabilirono la nuova squadra e misero in piedi anche un settore giovanile con progetti moderatamente ambiziosi. Alli e altri suoi coetanei, cresciuti giocando a calcio in città, poterono così essere tesserati da una squadra professionistica senza dover spostarsi in un’altra città. All’epoca Alli aveva 11 anni, che nel calcio è considerata un’età avanzata per iniziare a giocare se si vuole arrivare ad alti livelli, ma appena cinque anni dopo, quando a Londra e dintorni tra gli addetti ai lavori già si parlava di questo ragazzino alto, atletico e molto promettente, fece il suo esordio con la prima squadra del MK Dons, entrando nel secondo tempo nel primo turno di FA Cup contro il Cambridge City: il suo primo pallone nel calcio professionistico inglese pensò di colpirlo con un tacco, per il quale il suo allenatore disse di “volerlo strozzare”. Da quel tacco, Alli iniziò a bruciare tappe mese dopo mese.

Undici giorni dopo, nel replay della partita contro il Cambridge City, Alli segnò il suo primo gol tra i professionisti; un mese dopo esordì nella Football League One, la terza serie del campionato inglese. Nella stagione successiva venne aggregato stabilmente alla prima squadra e nei due anni a venire, entrambi disputati in League One, Alli giocò 72 partite e segnò 22 gol. Nel 2015 vinse il premio come miglior giovane del campionato, al termine del quale il MK Dons venne promosso in seconda divisione. In mezzo a quelle 72 partite ce ne fu una che lo fece notare ai grandi club europei, e fu la sorprendente vittoria per 4 a 0 contro il Manchester United, nel secondo turno della Capital One Cup. Alli fu uno dei due centrocampisti nel 4-2-3-1 con cui scese in campo il MK Dons e giocò una partita esemplare: gestì le transizioni offensive della squadra e allo stesso tempo recuperò parecchi palloni davanti alla difesa. A vederlo giocare c’erano osservatori del Liverpool e del Bayern Monaco, già allertati da tempo per via della qualità delle sue prestazioni.

Alli fu molto vicino a trasferirsi al Liverpool, di cui era uno degli obiettivi principali. Era tifoso del Liverpool, così come il suo agente Karl Robinson, per giunta amico di Brendan Rodgers, allenatore del club. Alli e Rodgers si incontrarono in un albergo di Londra ma le trattative non andarono bene, probabilmente per dei disaccordi sul ruolo che avrebbe ricoperto Alli al Liverpool. Nella trattativa si inserì il Tottenham, che promettendogli un impiego frequente fra i titolari riuscì ad acquistarlo nel febbraio del 2015 per poco più di sei milioni di euro. Alli finì la stagione a Milton Keynes, poi si trasferì a Londra. Al Tottenham trovò Mauricio Pochettino, uno dei migliori allenatori in circolazione per quanto riguarda l’impiego e la crescita dei giovani, anche con poca esperienza come Alli.

Nella squadra londinese Alli si è trovato fin da subito molto bene, anche perché il modulo più usato in quei mesi da Pochettino era il 4-2-3-1, lo stesso in cui giocava al MK Dons. Inizialmente è stato impiegato in posizione arretrata davanti alla difesa, ruolo in cui, grazie alle sue doti fisiche e la sua aggressività nel gioco, ha fatto fin da subito un’ottima impressione. Dopo i risultati più che soddisfacenti ottenuti a centrocampo, nel corso della scorsa stagione Pochettino ha spostato Alli dietro l’unica punta della squadra, Harry Kane, per poter avere più opzioni di gioco. La mossa di Pochettino ha avuto un successo ancora più inaspettato del suo impiego da titolare fin dalle prime partite della stagione. Dietro la punta Alli può sfruttare ancora meglio le sue abilità nel gioco spalle alla porta e nei tiri dalla distanza, può fornire passaggi filtranti da praticamente qualsiasi posizione, inserirsi nell’area avversaria o farsi trovare pronto sui cross dei compagni, essendo forte anche nel gioco aereo (è alto quasi 1 metro e 90 centimetri).

Alli ha concluso la sua prima stagione al Tottenham giocando 46 partite fra campionato e coppe, con 10 gol e 11 assist. Nel corso della scorsa stagione ha dimostrato in particolar modo di saper leggere le situazioni in campo per poi trovare la miglior soluzione possibile per quel preciso momento: una qualità molto rara in giocatori così giovani e con così poca esperienza. Alli ha anche esordito in nazionale nell’ottobre del 2015, nella partita di qualificazione agli Europei contro l’Estonia. Ne ha giocate poi altre due, contro Lituania e Spagna, e ha segnato poi il suo primo gol con la nazionale inglese in una partita amichevole contro la Francia, giocata a Wembley, con un tiro calciato da più di venti metri dalla porta avversaria. Inoltre, uno dei suoi dieci gol segnati con il Tottenham lo scorso anno — al Crystal Palace in un incontro di Premier League — è stato inserito nella lista dei dieci gol più belli dell’ultima stagione inglese.

Chi pensava che Alli, dopo un esordio in Premier molto convincente, non potesse migliorare ancora quest’anno, è stato smentito: Alli ha disputato una prima parte di stagione senza precedenti per il calcio inglese. In 28 partite ha segnato 12 gol, 11 dei quali in Premier League. Ha segnato più di chiunque altro giocatore con meno di 21 anni nei principali campionati d’Europa e nessun altro centrocampista nella storia della Premier League era riuscito a segnare venti gol in una stagione e mezza. Alex Ferguson lo ha definito il centrocampista inglese più talentuoso di sempre dopo Paul Gascoigne; il suo allenatore, Pochettino, lo ha definito il giocatore più importante della nuova generazione di calciatori inglesi.

A inizio gennaio ha segnato due gol contro il Chelsea, entrambi di testa, nella prima sconfitta della squadra allenata da Antonio Conte dopo tredici vittorie di fila. Soprattutto grazie a quella vittoria ora il Tottenham è terzo in classifica a un punto di distanza dall’Arsenal. Alli, che ha segnato anche domenica scorsa contro il Manchester City, continua a giocare dietro l’unica punta e Pochettino, dopo che la società gli ha offerto un nuovo contratto da sei anni, sta costruendo la squadra intorno a lui: cosa che probabilmente farà da qui in avanti anche la nazionale inglese, che davanti ai recenti insuccessi e a prospettive non così rosee si trova per le mani un giocatore che probabilmente non ha mai avuto.

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