Le migliori serie tv di cui non vi siete accorti

Le consiglia il Guardian, scegliendole tra quelle di cui si è parlato meno negli Stati Uniti, e quindi figuriamoci qui: ma in mezzo ci sono nomi familiari

I critici del Guardian hanno messo insieme una lista di consigli con alcune serie tv relativamente nuove – appena uscite o che vanno avanti da poche stagioni – di cui però si parla poco: a volte perché non hanno attori o produttori famosi (ma in mezzo ci sono anche Louis CK, Zach Galifianakis, Billy Eichner e Amy Poehler) o perché vanno in onda su network americani meno popolari (anche se ce ne sono di AMC, FX e Netflix). Sono sei (a cui il Guardian aggiunge un talk show, lo Eric Andre Show) ma in Italia se ne può vedere legalmente solo una, Last Chance U, disponibile sul catalogo di Netflix. Per le altre ci si deve arrangiare, tipo chiedendo “a quel cugino che vive negli Stati Uniti”.


Survivor’s Remorse

È una comedy prodotta da LeBron James, trasmessa dal network Starz. Ormai è arrivata alla terza stagione, e parla di un ragazzo (Jessie T. Usher) che sfonda nel basket professionistico, trasferendosi ad Atlanta con tutta la sua famiglia: lì devono adattarsi a vivere con molti soldi in più rispetto a prima. Qualcuno l’ha paragonata a una Entourage con i protagonisti neri, ma dentro c’è molto di più, spiega il Guardian: «intreccia temi razziali, di classe, di sessualità e di genere senza mai apparire pesante, scivolando astutamente tra di loro con scioltezza, trattando agilmente il tema della sottorappresentazione delle donne nere nella moda o quello dell’etichetta di spedire una cartolina di ringraziamento per rispondere a una cartolina di ringraziamento». Su IMDb ha un voto di 6,9 su 10.

Difficult People

È una comedy di Hulu, il servizio di streaming disponibile negli Stati Uniti e in Giappone: la produttrice esecutiva è Amy Poehler, famosissima attrice e comica americana che recentemente ha prodotto anche Broad City. I protagonisti sono la comica Julie Klausner, che è anche creatrice della serie, e Billy Eichner, famoso per aver recitato in Parks and Recreation e per i video di Billy on the Street, in cui cammina per New York insieme a gente famosa parlando con i passanti. Klausner e Eichner interpretano due amici che in pratica odiano tutti e sognano di fare strada nello show business. Secondo il Guardian ha «dialoghi scoppiettanti» e «un ritmo pazzesco», e rappresenta «uno degli ultimi esempi delle grandi sitcom irriverenti degli anni Novanta».

Last Chance U

È un documentario di Netflix in sei puntate, nato da un articolo uscito su GQ nel 2014: racconta la squadra di football degli East Mississippi Community College Lions, in cui giocano atleti cacciati dalle squadre della prima divisione della NCAA (il massimo campionato universitario) per cattiva condotta o per voti troppo bassi. È ambientata a Scooba, una città del Mississippi con 732 abitanti, e secondo il Guardian è un ottimo rimpiazzo di Friday Night Lights, storica serie sul football universitario. La serie è disponibile anche sul catalogo italiano di Netflix.

Halt and Catch Fire

Il Guardian la definisce «l’underdog definitivo»: è una serie di AMC ambientata negli anni Ottanta, e racconta di un gruppo di ingegneri che investono in tecnologie legate a internet anni prima che qualcun altro ci pensasse seriamente. Originariamente era stata pensata per sostituire Mad Men, ma gli ascolti non sono stati – comprensibilmente – paragonabili: è comunque stata riconfermata per una quarta e ultima stagione. «Ogni episodio è avvincente, sconvolgente e profetico. (…) Ci sono test segreti sull’HIV, matrimoni combinati per mascherare gravidanze indesiderate e suicidi. Ma, visto che sono gli anni Ottanta, ci sono anche maratone di Super Mario Bros e gente che balla i Pixies. Cosa si può chiedere di più?».

Baskets

Di questa forse avete già sentito parlare: è prodotta da FX e il protagonista è Zach Galifianakis, famoso per essere stato Alan nel film Una notte da leoni. Tra i creatori della serie c’è anche Louis CK. Galifianakis interpreta un clown che ha studiato in Francia e lavora negli Stati Uniti, con tutti i problemi legati alla percezione del suo mestiere e a una vita privata un po’ scombinata. Può non sembrare un’idea molto originale, ma il Guardian scrive che ci sono «stupidità, pathos che incontra la comicità e ambizione», e la serie funziona molto bene. Il prossimo anno uscirà la seconda stagione.

Search Party

Le premesse di Search Party, prodotta dal network TBS, non sono molto innovative: la protagonista Dory (cioè Alia Shawkat, famosa per Arrested Development) è una ragazza un po’ hipster, sui venticinque anni, che fatica a trovare una direzione nella propria vita e in cerca di stimoli, e passa la maggior parte del suo tempo con amici che hanno ciascuno i propri problemi particolari (come Girls, in sostanza). La serie aggiunge però una componente in più alla trama, che è quella per cui vale la pena guardarla, secondo il Guardian: una ragazza che Dory conosce appena scompare, e lei si mette in testa di ritrovarla dopo averla vista in giro (o almeno così crede). «Non è la migliore serie dell’anno. Ma ha un suo fascino, il finale è abbastanza sorprendente e si può vedere il primo episodio su YouTube, per farsi un’idea».