Hillary Clinton riceve il tipico saluto maori da parte di un'anziana della comunità tribale durante una visita al parlamento di Wellington, in Nuova Zelanda, il 4 novembre del 2010 (Photo by Marty Melville/Getty Images)

Guida ai saluti nel mondo

Un compendio utile per evitare imbarazzi internazionali: dagli sfregamenti di naso ai classici baci sulle guance, che non iniziano ovunque dalla stessa parte

Hillary Clinton riceve il tipico saluto maori da parte di un'anziana della comunità tribale durante una visita al parlamento di Wellington, in Nuova Zelanda, il 4 novembre del 2010 (Photo by Marty Melville/Getty Images)

Viaggiare e incontrare persone con abitudini e usi diversi dai nostri può far nascere situazioni di un certo imbarazzo: spesso non sappiamo cosa fare anche quando ci troviamo in contesti più familiari (dare la mano? un bacio? due baci? abbracciarsi?) e questa sensazione di smarrimento aumenta molto se cambiamo paese. Per fare un esempio: incontrando qualcuno che si conosce, sia italiani che portoghesi sono abituati a dare due baci sulle guance, ma sapreste dire da che guancia cominciare? No, non è la stessa. Oppure: sapreste a chi dare la mano e a chi no in India? E in quali posti potete aspettarvi un saluto naso a naso?

Nonostante il mondo si sia sempre più piccolo e globalizzato, gli usi locali continuano a prevalere quando si tratta di saluti e vista la loro varietà non è sempre facilissimo essere preparati: il New York Times ha messo insieme una guida per sapere come fare a salutare le persone in tutte le parti del mondo, e non fare figuracce.

Inchini e prostrazioni varie
Baciarsi e in generale avere contatto fisico con sconosciuti non è una pratica ben vista in Asia. In Thailandia, Cambogia e Indonesia è usanza comune fare l’inchino, con i palmi delle mani uniti uno all’altro, in posizione simile a quella della preghiera.

In India, invece, una molle stretta di mano è consentita, ma vietata tra persone di sesso diverso; la formula di saluto tradizionale quando si incontra una persona più anziana prevede che ci si chini a toccarle i piedi.

Gesti altrettanto insoliti per un occidentale si possono ritrovare in Cina. Oggi solo nelle situazioni più formali, per salutare i propri superiori e mostrare loro rispetto, ci si prostra a terra, inginocchiandosi e toccando il suolo con la fronte.

saluto indiano

I bacini sulle guance
In gran parte dell’America Latina, dell’Europa e del Medio Oriente è comune scambiarsi baci sulle guance anche tra persone a cui ci si è appena presentati, ma nella maggior parte dei casi questo deve avvenire senza che ci sia contatto tra le labbra e la guancia. I maschi argentini si baciano sulle guance, ma solo se incontrano almeno amici di amici. Nella maggior parte dei paesi arabi, un doppio bacio sulle guance è obbligatorio, ma solo tra persone dello stesso sesso.

Il numero di questi baci varia molto da stato a stato, a volte cambia addirittura tra regioni dello stesso paese: in Francia pare sia molto difficile stabilire quanti baci dare a chi si incontra, a meno di avvalersi di questa mappa. Si va da un solo bacio a Brest, in Bretagna, ai due che si danno a Tolosa e nella maggior parte del paese, per proseguire con quelli che ne danno ben tre dalle parti di Montpellier, quattro a Nantes e addirittura cinque in Corsica. In generale, poi, bisognerebbe evitare il contatto tra le labbra e la guancia, mentre non è considerato segno di maleducazione fare un po’ di rumore.

Prima la guancia destra o la sinistra? I portoghesi vanno da sinistra a destra: ricordatevelo, perché in Italia siamo abituati a fare l’opposto.

Strette di mano
Nel nord Europa, ci si scambia un singolo bacio sulla guancia tra amici, mentre una salda stretta di mano di solito è sufficiente quando ci si saluta per la prima volta tra sconosciuti. In Russia, la stretta di mano diventa qualcosa di diverso, quasi un test di resistenza che può a volte causare la rottura di qualche ossa. Inoltre, esiste un tabù sul luogo adatto alle strette di mano, che non possono esser fatte sulla soglia di casa, ma bisogna aspettare di essere tutti e due dallo stesso lato della porta.

Il pugno contro pugno, o bro fist, è ormai un gesto universale: nato negli Stati Uniti, era il modo in cui si salutavano i motociclisti all’interno delle loro gang negli anni Quaranta.

Naso naso
Strofinare il proprio naso contro quello della persona che si vuole salutare è una pratica diffusa in zone molto lontane tra loro, come la penisola araba e la Nuova Zelanda.

I beduini sono soliti salutarsi avvicinando i reciproci nasi. Anche i Maori fanno una cosa simile che nella loro lingua si chiama hongi: bisogna stringere la mano della persona che si vuole salutare, guardarla negli occhi, poi avvicinarsi a lei fino a che fronte e naso si tocchino delicatamente. A quel punto si resta qualche secondo in contatto, con gli occhi chiusi, poi si riaprono e ci si separa.


Usanze particolari
Ci sono poi usanze per noi totalmente insolite. I tibetani, per esempio, per salutarsi tirano fuori la lingua, mantenendosi però a una certa distanza.

In Micronesia, per fare cenno a qualcuno appena arrivavo, basta sollevare un solo sopracciglio (cosa che, se per caso state provando, vi accorgerete non essere semplicissima). In Malesia, invece, vi saluteranno dicendo “Mau ke mana?“: significa “dove stai andando?“, ma non preoccupatevi, non vi vogliono seguire, né sono davvero interessati a saperlo. È comunque educato rispondere, anche con un semplice “a fare due passi“.

Battere le mani è molto comune in alcune zone dell’Africa. Lo fanno alcuni gruppi appartenenti all’etnia Shona, diffusa tra tra il Mozambico e lo Zimbabwe, e nella zona occidentale dello Zambia.

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