Il successo del manuale su come tagliare la legna

Si chiama "Norwegian Wood" e, scrive Marco Belpoliti, funziona perché parla di gesti esistenziali, che insegnano qualcosa anche a chi nei boschi non ci va mai

Una delle tante cataste di legna artistiche norvegesi, a Drevsjø ("Norwegian Wood"/Morten Aas)

Lo scrittore e critico Marco Belpoliti ha raccontato su Repubblica il successo di un libro norvegese, che è stato un bestseller sia nei paesi scandinavi sia nel Regno Unito: è una specie di manuale su come si taglia la legna e come si fanno le cataste per l’inverno. Si intitola Norwegian wood. Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna e lo ha scritto un giornalista di nome Lars Mytting. In Italia è uscito l’11 ottobre, pubblicato da Utet; il titolo italiano è lo stesso di una famosa canzone dei Beatles e di un romanzo dello scrittore giapponese Haruki Murakami. Nel suo articolo Belpoliti spiega che Norwegian Wood non è un manuale new age: è un vero e proprio libro divulgativo sul tagliare la legna, che inizia con le indicazioni sul periodo dell’anno in cui abbattere gli alberi, prosegue con una rassegna degli attrezzi che servono per tagliare la legna, con le tecniche per organizzare una catasta e nella parte finale spiega come accendere un fuoco.

Anche se non tagliate la legna, anche se non la accatastate per l’inverno, anche se non avete una stufa e abitate in zone temperate, irradiate dal sole tutto l’anno, questo libro è per voi. S’intitola come un romanzo di Murakami, come una canzone dei Beatles, “Norwegian Wood”. L’ha scritto un giornalista e narratore norvegese, Lars Mytting; è stato tradotto in dieci paesi. Perché? Perché è un manuale. Acqua. Perché parla di un’antica attività umana? Fuochino. Perché è un antimanuale? Fuochetto. Perché parla di una cosa che vi riguarda in ogni caso, sia vi apprestiate a farla oppure no? Fuoco!

Mytting racconta in modo ponderato e insieme ironico, cioè serio. C’è però il sospetto che il successo del libro l’abbia decretato, oltre all’argomento, il luogo d’origine dell’autore: il Nord Europa. 500 mila copie, forse lassù? Possibile. Ma in un mondo in cui i manuali sono tra le cose più vendute (manuali per fare tutto), Lars Mytting racconta in modo convincente il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna. Ha il grande merito di sviscerare la cosa, facendo intravedere la complicazione del semplice. Non sono così i veri manuali? Mostrare come le cose semplici in realtà sono assai complesse. Andiamo con ordine. La prima cosa che si comprende leggendo il libro è che dietro al metodo scandinavo ci sono degli uomini e delle donne, gente perfettamente normale. Quando si osservano le fotografie di chi ha tagliato e accatastato enormi quantità di legna, si scoprono facce qualunque, da vicini di casa (bei vicini di casa, naturalmente). Sono rilassate e rilassanti. Se ce la fanno loro, si pensa, posso farcela anche io. A fare cosa? A scegliere l’accetta giusta, la motosega quasi perfetta, a innalzare cataste circolari di legno di faggio, a decidere l’acquisto della stufa a combustione pulita che non inquina. Il motto di Mytting, che è un po’ il cuore del suo scrivere, suona così: «Incidere sulla qualità della giornata, ecco la più sublime delle arti».

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