(AP Photo/Sergei Grits)
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  • mercoledì 21 Settembre 2016

Reuters ha scoperto un po’ di cose che non tornano alle elezioni in Russia

L'agenzia di stampa ha inviato i suoi giornalisti in 11 seggi: il voto è stato truccato in quasi tutti, ma probabilmente non ha cambiato molto il risultato finale

(AP Photo/Sergei Grits)

Durante le elezioni parlamentari in Russia di domenica 18 settembre, l’agenzia di stampa Reuters ha inviato i suoi giornalisti a controllare le operazioni di voto in 11 seggi distribuiti nella Russia centrale e occidentale. I giornalisti hanno riscontrato gravi brogli in tre seggi e discrepanze minori in altri quattro. Hanno assistito alla sparizione di voti destinati all’opposizione, all’aumento del numero dei voti rispetto a quello dei votanti, a pressioni nei confronti degli elettori e alla consegna di denaro in cambio del voto. Le elezioni sono state un trionfo per il partito Russia Unita del presidente Vladimir Putin, che ha ottenuto una maggioranza di due terzi alla camera bassa.

A Ufa, capitale della regione del Bashkortostan, nella Russia centrale, i giornalisti di Reuters hanno contato 799 persone votare in uno dei seggi. Alla sera i responsabili del seggio hanno detto che i votanti erano stati più del doppio: 1.689. In un altro seggio nella città di Saransk, nella regione della Mordovia, i giornalisti hanno contato 1.172 votanti, ma i funzionari ne hanno dichiarati 1.756. Sempre a Saransk, uno dei giornalisti di Reuters ha ottenuto un permesso di voto temporaneo e ha votato per uno dei partiti di opposizione: nel conteggio finale al partito di opposizione non è risultato assegnato alcun voto.

Ancora prima della chiusura delle operazioni di voto, diversi attivisti e giornalisti hanno segnalato brogli e procedure dubbie in varie parti della Russia, diffondendo video in cui si vedono apparentemente funzionari governativi riempire le urne di voti precompilati.

Secondo diversi esperti e commentatori, i brogli comunque non hanno alterato le elezioni in maniera significativa. Anche Reuters scrive che «è improbabile che le frodi riscontrate siano di una scala in grado di modificare il risultato elettorale». Si tratta più che altro, dice Reuters, di «un’istantanea» che mostra cosa accade durante le elezioni in una parte della Russia rurale.

Anche Ella Pamfilova, stimata attivista per i diritti umani nominata dal governo a capo della commissione elettorale, ha detto che ci sono stati brogli e che forse i risultati di alcuni seggi saranno cancellati. Ma in generale, ha aggiunto, le elezioni sono state più trasparenti che in passato e gli eventuali brogli non hanno modificato il risultato finale in maniera sensibile. Diversi commentatori in questi giorni hanno scritto che il successo del partito di Putin è dovuto soprattutto alla massiccia astensione e al fatto che pochissimi oppositori sono andati a votare.