• Cultura
  • domenica 11 settembre 2016

Com’è il film che ha vinto a Venezia

"The Woman Who Left" dura quasi quattro ore, è in bianco e nero e ha lunghe inquadrature fisse (ma i critici ne parlano molto bene)

(Da "The Woman Who Left" di Lav Diaz)

La sera del 10 settembre sono stati assegnati i premi del 73esimo festival del cinema di Venezia: il Leone d’oro – il premio più importante che si assegna per il singolo film – è andato a The Woman Who Left del regista filippino Lav Diaz, che ha 57 anni.

Diaz è conosciuto e apprezzato nei giri dei festival e dei critici professionisti, praticamente sconosciuto a tutti gli altri. In effetti Diaz fa film decisamente poco commerciali: bellissimi, secondo molti critici, ma oggettivamente lunghissimi. Alcuni suoi film durano sei-sette ore e uno – Death in the Land of Encantos – ne dura nove. In confronto The Woman Who Left – il 19esimo film di Diaz – è molto più breve: dura solo tre ore e 46 minuti. In più è girato in bianco e nero con inquadrature fisse, alcune delle quali durano diversi minuti.

The Woman Who Left è ambientato nel 1997 e parla di un’insegnante filippina che dopo 30 anni di carcere per un omicidio che non ha commesso decide di andare a cercare il vero autore di quell’omicidio (succedono anche altre cose, eh: che riguardano le Filippine di quegli anni e la morte di Madre Teresa e della principessa Diana). Secondo IMDb, The Woman Who Left è costato circa 75mila euro. Dopo aver vinto il premio, Diaz ha detto: «Lo dedico al mio paese, ai filippini, alla nostra lotta e alla lotta dell’umanità».

Nessuno dei film di Diaz è mai stato proiettato nei cinema italiani e in realtà fino a qualche anno fa persino i festival cinematografici mettevano i suoi film nelle sezioni dedicate ai film più particolari e sperimentali: pare che Norte, The End of History (un suo film del 2013 con una trama per certi versi simile a quella di The Woman Who Left) fu escluso dal concorso principale di Cannes proprio perché troppo lungo: durava circa quattro ore. Per Diaz le cose sono iniziate a cambiare dopo che nel 2014 vinse il premio principale del Festival di Locarno (un festival meno importante di Venezia, ma comunque tra i più importanti al mondo), grazie al film From What is Before (circa sei ore).

Andrea Chimento ha scritto sul Il Sole 24 Ore di aver apprezzato le «splendide immagini in bianco e nero» e gli «impressionanti giochi di luce» di The Woman Who Left, «un lungometraggio di struggente umanità, capace di emozionare e di regalare una sequenza conclusiva che non si dimenticherà facilmente». In genere i critici italiani e stranieri sono stati abbastanza d’accordo con la decisione della giuria presieduta da Sam Mendes, il regista di American Beauty e degli ultimi due James Bond. La recensione più dettagliata di The Woman Who Left l’ha però scritta Guy Lodge di Variety, uno dei più autorevoli critici di cinema al mondo, il 9 settembre, quindi prima ancora che il film vincesse il Leone d’oro: «Alternando tra profondi colpi di chiaroscuro nei posti con ragnatele in cui vive la protagonista e più candidi e semi-sfuocate inquadrature nei momenti in cui la sua storia va avanti, non c’è un’inquadratura che sembri essere stata fatta in modo sbadato o senza un chiaro significato».

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